La scuola domani è in sciopero contro i tagli del governo
Manifestazioni regionali accompagneranno lo sciopero della scuola indetto dalla Flc-Cgil contro i tagli del governo. A Palermo si terrà una iniziativa nazionale al teatro Politeama alla quale parteciperà il segretario generale, Mimmo Pantaleo e che sarà conclusa da Guglielmo Epifani.
Anche Gilda ha indetto per domani un’astensione dal lavoro della scuola per protestare ”contro i tagli indiscriminati agli organici e il progressivo impoverimento del sistema dell’istruzione italiano”.
Il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio, ha dichiarato: ”Abbiamo invitato piu volte il ministro Gelmini a costruire un confronto chiaro e costruttivo, ma da parte sua non c’è mai stata una reale disponibilità ad ascoltare e recepire le nostre richieste. Di fronte a questo ‘muro di gomma’, non possiamo che ricorrere allo sciopero per difendere la scuola pubblica statale e i troppi docenti che, a causa dei tagli selvaggi stabiliti dal Governo,rischiano di perdere il lavoro”.
In occasione dello sciopero indetto per domani, la Cgil dell’Emilia Romagna scende in piazza con una manifestazione che si terrà a Bologna. Oggetto della protesta le decisioni del Governo sui temi della Scuola, dell’universita’ e della ricerca , della formazione artistica e musicale e della formazione professionale. E annunciando l’iniziativa, il sindacato tiene a ritordare che “la stragrande maggioranza dei genitori ha sonoramente bocciato gli orientamenti del ministro Gelmini”, poichè “su 33.807 alunni che si iscrivono, per il prossimo anno scolastico, alla prima classe della scuola elementare solo 564 (1,67 per cento) sceglie il modello a 24 ore; 3.624 (10,72) quello a 27 ore; 11.629 (34,40) quello a 30 ore e 17.990 (53,21) quello a 40 ore”.
La Cgil fa notare “come risulta evidente dai dati, i genitori hanno scelto in maggioranza il modello a 40 ore e meno del 2 per cento ha scelto il modello preferito dal ministro, nonostante la campagna condotta anche da diversi dirigenti scolastici per consigliare la scelta dell’orario minimo.
La Cgil chiede con forza che “le scelte delle famiglie vengano rispettate al di là delle alchimie di risparmio del ministro Tremonti. Sulla scuola e sul futuro del nostro paese non si può risparmiare e questo dicono anche i genitori con le scelte fatte”.


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