La globalizzazione a senso unico
E’ di questi giorni un servizio televisivo Rai dove le dipendenti di una nota impresa di biancheria di lusso lamentavano l’improvvisa perdita del posto di lavoro. Un articolo per ‘Tu Inviato’.
Si sa allora che l’impresa era stata silenziosamente rilevata da un gruppo americano che avendo oggi trovato una più economica alternativa in un paese dell’est europeo, ha deciso di “sbaraccare”, ignorando il disagio sociale che andava creando.
La globalizzazione in realtà dovrebbe stimolare le imprese ad essere più mobili sul territorio dell’europa allargata.
Succede spesso invece che nel nostro Paese, giungano imprese straniere che investono prepotentemente nel capitale italiano, mantenendo il nome di successo dell’impresa e riservandosi poi di modificarne le politiche interne.
Sono pochissime invece le imprese italiane che compiono lo stesso percorso all’estero.
Prodotti di antica tradizione, come ad esempio la Pasta di Fissan che è stata acquisita dalla Sara Lee, la Novi del cioccolato che appartiene al gruppo Doufour il quale a sua volta appartiene alla Elah, e centinaia di altri marchi italiani che son stati ceduti silenziosamente ad aziende estere.
Questa è globalizzazione a senso unico.
Se un mattino il consiglio di amministrazione decide di cambiar Paese, non c’è sindacato che tenga.
Noi abbiamo imprese che, pur ottenedo finanziamenti statali, scappano dal territorio, mentre non si trovano imprenditori in grado rilevare aziende all’estero, riportandone il frutto economico in Italia.
Basti vedere i colossi francesi come Auchan, Carrefour, Leclerc, Danone che sono ormai quasi monopolisti in Italia, senza contare i tedeschi, gli americani, gli olandesi, gli spagnoli.
Anche se Tremonti inventa le magiche obbligazioni, il problema resterà insoluto.
Il nostro è un Paese che rischia di diventare la Disneyland d’Europa: servizi turistici, camerieri, ristoratori, albergatori, agriturismo, villaggi turistici. Insomma, il solito ritornello della pizza e del mandolino!
Altro che Made in Italy.
Giancarlo Belluso


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