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La deputata Carlucci e le leggi speciali per internet

Autore: . Data: venerdì, 20 marzo 2009Commenti (0)

Le spinte neo-fasciste che circondano un gran numero di parlamentari del centro-destra e lo stesso indirizzo politico del governo Berlusconi hanno trovato nei giorni scorsi un nuovo motivo per mostrarsi.

gabriella_carlucciCon un disegno di legge, Gabriella Carlucci, deputato del Pdl, vorrebbe eliminare l’anonimato da internet  e non solo. L’idea dovrebbe trarre origine nel ‘pericolo pedofilia’, almeno secondo le intenzioni, ma in realtà potrebbe esserci anche altro.

Una cosa singolare è che il testo del ddl era scaricabile dal web. Chi ha avuto il desiderio di leggerlo ha però scoperto che il documento era stato scritto da Davide Rossi, presidente di Univideo, l’Unione italiana editoria audiovisiva, aderente a Confindustria. Il documento, per la verità, non era firmato, ma erano i file nascosti che permettevano di riasalire all’autore. Evidentemente la parlamentare è tanto interessata al ‘controllo’ del digitale che non ha imparato ad utilizzarlo e non avendo dimestichezza con file e software ha dimenticato di cancellare le tracce invisibili.

Gli interessi dell’Associazione, quindi, potrebbero essere diversi da quelli resi noti dalla Carlucci e piuttosto orientati a contrastare la circolazione ‘libera’ di materiali coperti da diritti. Insomma un più concreto obiettivo commerciale, ma a prescindere da questo resta il fatto che anche per internet si chiedono ‘misure speciali’.

La proposta di legge “Disposizioni per assicurare la tutela della legalità nella rete internet e delega al Governo per l’istituzione di un apposito comitato presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni” prevede il divieto di circolazione in rete di contenuti in forma anonima, l’applicazione al web della normativa che disciplina la stampa, la costituzione di un Comitato per la tutela della legalità in internet e, guarda caso, l’estensione della legge sul diritto d’autore anche in ambito telematico.

Il tradizionale fantasma della pedofilia non è mai nominato nel ddl, ma in compenso Carlucci affonda la sua offensiva contro un diritto che fin dalla sua nascita è stato partimonio di internet: l’anonimato.

Le proteste contro le velleità della parlamentare del Pdl sono state numerose ed hanno attraversato blog, quotidiani on line, forum. Il dispositivo pensato, prevedendo un singolare Comitato che assumerebbe il ruolo di ‘tribunale speciale’, dimostrerebbe l’incapacità degli organi di polizia e della magistratura, che hanno già giurisdizione sulla rete. Ma in un Paese nel quale si rendono legali le ronde anche questo è possibile.

Se si pensa invece al capitolo copyright e lo inserisce in un contesto culturale neo-fascista tutto trova modo di essere spiegato. Interessi di parte e ‘controllo’, ovvero la ‘normale’ espressione delle forme di potere dei regimi, sono evedenti. Il ricorso alla ‘lotta alla pedofilia’, che già consente numerosi arbitri, serve da ‘obiettivo civetta’, diventando giustificazione per altro. Le forze al governo operano coprendosi con l’ormai abituale cortina fumogena demagogia e intanto il centro-destra fa passare ogni sorta di provvedimento liberticida. Si pensi alle azioni razziste che si celano nei provvedimenti per la ‘sicurezza’.

Resta da vedere se l’anelito repressivo della deputata Carlucci troverà modo di diventare legge. Nel frattempo Reporters sans frontières ha diffuso un elenco di governi che nel mondo censurano internet: Arabia Saudita, Birmania, Cina, Cuba, Egitto, Iran, Corea del Nord, Siria, Tunisia, Turkmenistan.

L’Italia è ancora assente. Lo sarà anche domani?

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