La confusione regna sovrana nell’ex Alitalia
La situazione della Compagnia non appassiona più i giornali e la tv, ma a dispetto del silenzio sta succedendo di tutto. E non in bene.
Sul piano internazionale, dopo l’archiviazione della vendita di Alitalia a Cai da parte della Commissione europea, Tajani ha lanciato una proposta singolare: congelare l’assegnazione dei diritti degli slot. Secondo il commissario questo dovrebbe permettere alle aziende di difendersi dalla crisi.
Il 2008, dopo il crack finanziario mondiale, è stato durissimo per il trasporto aereo e il 2009 sembra annunciare tempesta. L’idea di Tajani è quella di permettere ai vettori di diminuire i voli senza perdere i diritti di decollo ed atterraggio (slot). Oggi se non si ‘copre’ lo spazio almeno per l’80 per cento si perde la concessione.
Secondo il commissario il 2009 sarà per l’aviazione civile “uno degli anni più difficili della sua storia” e le previsioni dell’Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata) confermano questo parere. Iata rappresenta 230 compagnie e il 93 per cento del traffico internazionale, ma non coinvolge le compagnie low-cost.
Il vicepresidente dei deputati della Lega Nord Marco Reguzzoni ha subito reagito: ”Questo provvedimento, spacciato per un soccorso alle compagnie in difficoltà, sembra proprio un provvedimento a favore della compagnia di privati guidati da Colaninno. E’ un provvedimento assolutamente inaccettabile perchè la nuova Alitalia deve lasciar liberi gli slot non utilizzati. Stavamo proprio aspettando il rilascio degli slot inutilizzati da parte di Alitalia, poichè questo fatto avrebbe potuto aprire finalmente alla concorrenza e al rilancio di Malpensa. Questa proposta è indecente e inaccettabile”.
Dello stesso parere Oliver Aust, direttore Corporate di Easyjet, che ha dichiarato:”Alitalia sarà sicuramente avvantaggiata da questa decisione”, perché potrà mantenere il suo quasi-monopolio su rotte molto richieste come la Fiumicino-Linate.
Tajani, che è stato portavoce del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, parlando ieri della fine del processo di valutazione sulla vendita della ex Compagnia di bandiera, aveva affermato: “Questo significa l’opportunità per altri operatori di avere una presenza più importante nel mercato italiano. Non posso che esprimere soddisfazione, grazie alla collaborazione della Commissione Ue la concorrenza si è rafforzata”.
Nel nostro Paese, inoltre, sono state applicate anche misure specifiche per consentire ad Alitalia-Cai di non essere sottoposte alle norme antitrust. Insomma, la ‘cordata ex patriottica’, al di là dei retroscena avrà di sicuro motivi per rallegrarsi nel caso la proposta venga approvata. I viaggiatori italiani molto meno, perchè i monopoli non aiutano i prezzi a scendere.
E mentre non sembrano risolti i problemi dei cassintegrati, alcuni dei quali ancora aspettano di poter ricevere l’indennità, il Commissario straordinario Augusto Fantozzi, si adopera nella vendita dei beni della ‘bad company’. Mentre tutti protestano.
In una lettera inviata a tutti i protagonisti, dal governo ai rappresentanti degli enti locali della Campania, la Filt Cgil ha scritto: “Nell’ultimo incontro tra le organizzazioni sindacali e la direzione aziendale Alitalia-Cai sui temi riguardanti l’area della manutenzione, è emerso un quadro drammatico per le prospettive di Atitech”.
Il sindacato ha spiegato: “Le attività di manutenzione pesante su medio raggio affidate ad Atitech, oggi regolate da contratto di fornitura di tre mesi, alla scadenza del contratto, previsto ad aprile 2009, saranno sottoposte a gara internazionale. Agenzie di stampa riportano la notizia di una autorizzazione ricevuta dal commissario Fantozzi, da parte del ministro dello Sviluppo economico, per la vendita al migliore offerente delle partecipazioni nelle diverse società del gruppo in amministrazione straordinaria. E’ chiaro l’intento di esternalizzare tutte le attività industriali senza preoccuparsi minimamente delle ripercussioni negative sul lavoro. E’ una violazione palese degli accordi di palazzo Chigi che prevedevano il rilancio e lo sviluppo di Atitech, con la costituzione di una ‘newco’ con Fintecna, Finmeccanica e Cai-Alitalia. Non sono accettabili queste scelte industriali miopi e deleterie che non tengono conto dell’efficienza e della qualità delle prestazioni assicurate in questi anni dai lavoratori di Atitech, che hanno garantito elevati standard di sicurezza alla compagnia aerea. Un grande patrimonio di professionalità che non può essere disperso e che potrebbe determinare effetti pesantissimi sull’occupazione diretta e per l’indotto su circa mille lavoratori. Vi preannunciamo una fase di straordinaria mobilitazione dei lavoratori, fintanto che non vi saranno atti concreti nel rispetto degli accordi di Palazzo Chigi”.
Da un altro versante Pier Francesco Guarguaglini avverte che Finmeccanica “non sara’ la soluzione” per la vicenda. Il presidente e ad della holding dell’aerospazio e difesa ha aggiunto: “Siamo disponibili a partecipare con un ruolo marginale ma se sperano che la soluzione sia Finmeccanica questo no”.
Oggi, poi, si terrà un’assemblea di 8 ore a Palermo di tutti i lavoratori Alicos. Al centro il disagio dovuto al ritardo degli stipendi di febbraio. “Il futuro del centro Alicos e il pagamento degli stipendi di tutti i lavoratori – hanno affermato Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil – dipendono da ciò che succederà nei prossimi mesi.
All’assemblea i lavoratori del call center manifesteranno in difesa del posto di lavoro, per rivendicare il diritto di ricevere puntualmente lo stipendio e per stabilire ulteriori iniziative a sostegno della vertenza”. Ieri si è tenuto un incontro tra le segreterie provinciali dei sindacati e i vertici aziendali Almaviva e Alicos.
L’azienda ha comunicato che gli stipendi di febbraio verranno pagati in settimana. “Ma al contempo non sono stati in grado di fornirci garanzie per quelli di marzo, poichè sono ancora aperte le trattative con Fantozzi per il recupero del credito dei mesi di novembre e dicembre 2008 e gennaio 2009″ hanno detto i rappresentanti sindacali.
Cgil, Cisl e Uil hanno continuato: “L’azienda inoltre ci ha comunicato che il precedente contratto con Alitalia è decaduto il 12 gennaio e che dal 13 gennaio Cai si è fatta garante dell’attività in Alicos con un contratto ponte, a parità di condizioni, fino a giugno, con l’opzione di estenderlo fino a fine anno rinegoziandolo entro aprile”
.
Così, mentre il problema dei lavoratori Atitech appare al momento perso nel nulla ed il call center è nella confusione, Fantozzi è anche alle prese con l’arte. Alla Magliana, ex direzione della Compagnia, ci sono 163 opere e secondo alcune stime un centinaio valgono tra i 400 ed i 500 euro, ma per altre si potrebbero incassare anche diversi milioni di euro.
Fantozzi ha consegnato una lista alle case d’asta, da Sotheby’s a Christie’s a Finarte e adesso è in attesa delle risposte. Chi farà l’offerta migliore e chiederà le commissioni più basse riceverà l’incarico.
Il Commissario ha detto: “Alitalia ai suoi albori aveva l’abitudine di esporre opere d’arte negli aerei per presentare cose belle ai suoi passeggeri”. Era il “biglietto da visita” della Compagnia e quindi del Paese. Tra le opere ci sono sculture e numerosi quadri di autori importanti, nomi illustri del primo Novecento come Salvador Dalì, Giorgio De Chirico, Giacomo Balla e Giacomo Manzù. E ancora: Depero, Capogrossi, Ottone Rosai, Gino Severini, Massimo Campigli e Mario Ceroli, autore di “Squilibrio” l’omaggio a Leonardo Da Vinci che accoglie i viaggiatori a Fiumicino e che molto probabilmente non verrà ceduto.


Lascia un commento