Il web nelle strategie di Rcs contro la crisi
Il presidente, Piergaetano Marchetti, ha spiegato a ”Prima Comunicazione”, in edicola oggi, come il gruppo editoriale del Corriere della Sera sta affrontando la crisi economica e quali sono le linee di sviluppo. Intanto la vendita dei quotidiani va giù in picchiata.
La situazione dei quotidiani è al momento difficile. Il Corriere della Sera pur rimanendo il giornale più diffuso, 590 mila copie, è in calo dell’8,5 per cento sul febbraio 2008. Giù del 19 per cento La Repubblica, con una media a quota 505 mila. Anche la Gazzetta dello Sport, lascia sul campo il 4 per cento delle diffusioni. Male pure Il Sole 24 Ore, a meno 3,2 per cento, mentre Il Messaggero è stabile a 197 mila copie. Il Giornale perde il 10 per cento di diffusioni e dal primo marzo il quotidiano ha aumento il prezzo a 1,20 euro, subendo un ulteriore fisiologico calo attorno a 2-3 per cento. Libero si attesta a 115 mila copie, con un meno 6,6 per cento sul 2008. Insomma, un disasstro.
Marchetti nell’intervista ha detto: ”Abbiamo due fronti su cui misurarci: in questi mesi le difficoltà dell’economia reale si stanno ripercuotendo sull’editoria in maniera drammatica con tagli agli investimenti pubblicitari feroci e immediati. C’è ancora molto da fare per ottimizzare l’organizzazione, ma soprattutto dobbiamo riflettere su come sarà il futuro di Rcs come gruppo multimediale e, di conseguenza, individuare le giuste strategie per riposizionare i nostri business. Certo, con enorme attenzione ai costi, ma anche decidendo gli investimenti necessari”.
Per il presidente di Rcs ”Il web è il terreno dove stiamo sviluppando il nostro business per difendere il nostro patrimonio di carta stampata, curando e difendendo i nostri brand anche su Internet in modo che l’informazione on line sia sempre più prerogativa degli editori”.
Riguardo al Corriere della Sera, Piergaetano Marchetti dice: ”L’organizzazione del Corriere ha fatto grandi passi avanti, in un lavoro tra giornalisti e azienda; giornalisti che hanno utilizzato con puntiglio e combattività la loro forza, ma che hanno sempre avuto a cuore la qualità , la tradizione e l’autonomia della testata. Vedremo alla luce del nuovo contratto, che mi auguro si concluda, quali spazi e modi vi saranno per proseguire nello sviluppo del Corriere e nel mantenimento della sua leadership anche in un clima di profondi cambiamenti”.
Vedremo davvero, visti i chiari di luna.


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