Il vino come l’oro, meglio delle azioni
La crisi economica sta colpendo tutti i settori, anche quello enogastronomico. Gli unici a salvarsi sarebbero i prodotti di qualità, certificati e da collezione. Ovviamente solo per ‘ricchi’.
Sabato scorso a Roma, all’Asta della Gelardini & Romani Wine Auction, la prima Casa d’Aste d’Italia specializzata in vino dal 2004, è stato aggiudicato il 119 per cento del valore di base asta, con incrementi medi su base asta, per lotto, del 47 per cento.
Raimondo Romani della Gelardini & Romani ha dichiarato: “Siamo i primi a sorprenderci di questo straordinario risultato se pensiamo al contesto generale dell’economia d’altra parte però, da questa Asta abbiamo avuto un’ulteriore conferma che, nel suo complesso, il mercato dei vini “Collectibles” continua ad essere solido e il pensiero va immediatamente ai Pre’mier Cru di Bordeaux”.
Pur dovendo ricordare, per dovere di cronaca, che alle aste difficilmente partecipano pensionati, precari o cassintegrati, c’è da segnalare il ‘successo’ Masseto, un vino italiano.
Un lotto di 6 bottiglie di questa etichetta 2001 è stato battuto a 3.953,40 Euro (660 Euro a bottiglia), la cifra più alta della giornata. A seguire, due lotti di La Tache (1942 e 1943), battuti sopra i 3.200 Euro, poi 3 bottiglie di Corton Charlemagne e 6 di Sauternes.
Giovanni Geddes, ad della tenuta dell’Ornellaia, ha detto: “L’Ufficio Studi di Mediobanca nel novembre scorso l’aveva detto, l’oro e il vino saranno gli investimenti che performeranno meglio nel 2009. I grandi vini d’investimento potranno dare una mano all’economia per una ripresa che ponga le proprie basi dai beni rifugio”.
Decisamente il mondo ‘dei ricchi’ è stravagante, perchè suppore di frenare la valanga di licenziamenti a colpi di bottiglie di vino appare più un rito sciamanico che una stategia di successo.
Quello dell’asta è stato definito dagli esperti un risultato eccezionale, che fa capire quanta attesa ci sia verso le bottiglie En Primeur (metodo di vendita prettamente francese ormai sdoganato anche in Italia), considerando che una bottiglia di Masseto 2006, che verrà messo sul mercato tra nove mesi, ha avuto una battitura di oltre 600 euro.
Raimondo Romani ha quindi offerto una panoramica sulla situazione: “Dal nostro punto di osservazione del mercato la domanda è in crescita e lo è innanzitutto per i Supertuscan con il Masseto in testa, quindi Le Pergole Torte, Oreno, Messorio, Desiderio, Tiganello, Solaia, Ornellaia, Sassicaia Giramonte, sempre più “protagonisti” del mercato internazionale dei vini “Collectibles”. Molto richiesti anche i Bourgogne della Cote de Nuits, in particolare i Pinot Noir di Emmanuel Rouget e di Gilles Jayer oltre, ovviamente, ai Grand Cru del Domaine de la Romanèe Conti ed ai Corton Charlemagne di Coche Dury. Domanda costantemente in crescita anche per alcuni Chateauneuf-du-Pape e per alcuni Riesling della Mosella. Segni di ripresa per il Brunello di Montalcino che, anche sulla scia dell’uscita di un’ottima annata come il 2004, sembra stia riconquistando la fiducia degli appassionati”.
Alcuni giorni fa Daniela Poppei, della Comunità di Sant’Egidio, aveva lanciato un allarme: “Purtroppo gli anziani non sono considerati un’emergenza, eppure gli ultra 75 enni rappresentano oggi una vera emergenza perchè con la pensione non arrivano a fine mese e registriamo l’aumento esponenziale delle file davanti ai nostri centri di assistenza”.
La rappresentante di Sant’Egidio aveva reso noto il dato sui furti nei supermercati di generi alimentari di prima necessità, spiegando che “c’è stato un aumento del 4,1 per cento”.
L’incrocio dei dati sull’espansione del mercato dei ‘vini da investimento’ con quelli sui furti nei supermercati dovrebbe far pensare.


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