Il teatrino dei fascisti mascherati
Cento deputati del Pdl avevano criticato alcune misure discriminatorie varate dal governo in materia di sicurezza. Ieri è stata la giornata per l’ennesimo show, finti distinguo e presunte discussioni tra Bossi e Berlusconi.
Nel governo esistono due interessi prevalenti. Il primo, di Berlusconi è diretto a limitare le prerogative del Parlamento, il secondo, della Lega, è quello di imporre norme e regolamenti di stampo razzista. In tutti e due i casi si tratta di posizioni antidemocratiche.
Ieri, però, sono riusciti anche a far finta di litigare. Parlando coi giornalisti durante il vertice del Ppe, il Cavaliere, riferendosi a ‘contrasti’ con Bossi ha detto a chi lo intervistava che non c’è nessuno “strapotere” della Lega, ma anche: “Noi sappiamo che i nostri interlocutori della Lega sono esigenti e cercano di battersi per le loro idee e insistono per affermarle”.
Il presidente del Consiglio ha quindi sostenuto: “È chiaro che qualche volta possiamo dire di sì, qualche altra volta lo diciamo con difficoltà , mentre alcune volte diciamo di no. Direi che da queste vicende, se dovesse uscire un suggerimento, sarebbe quello di dire appunto agli amici della Lega di non volere sempre tutto” per specificare poi: “Come ad esempio sulla questione delle ronde. Noi non la sentivamo, perché pensavamo che sarebbe stata presa come poi è stata presa dall’opposizione, e quindi anche dai media, cioè come la volontà di sostituirci alle forze dell’ordine”.
Senza riuscire a cogliere la gravità delle sue parole, Bersluconi ha poi ripetuto il ritornello tradizionale: “Abbiamo dato all’opposizione un pretesto per montare un’accusa che non è fondata nei fatti”. I casi sono due: o le ronde si sotituiscono alle forze dell’ordine o no, che c’entra l’opposizione?
In tutto questo parlare, la Lega ha sentito il bisogno di dire la sua. Bossi ha affermato: “Tutti vorrebbero volere tutto… Berlusconi è un amico, alla fine un equilibrio lo troviamo”.
Il Senatùr, convinto che le parole di Berlusconi possano essere dettate da difficoltà interne dovute all’imminente fusione tra Forza Italia e An, ha aggiunto: “Le ronde? La Lega le aveva fatte tanto tempo fa. Non ha aspettato” e quindi ha esternato sull’immigrazione: “Il problema è che la polizia dovrebbe buttare fuori i clandestini come succede in Israele, perché se arrivano le denunce e poi non può buttarli fuori si perde solo tempo”.
L’immagne che emerge da queste discussioni e che non riesce più ad appassionare nessuno, è quella di un gruppo di politici occupati in schermaglie continue, ma poi sempre d’accordo quando si tratta di lmitare i diritti delle minoranze, degli stranieri e dei più deboli.
La diretta conseguenza di questo assetto è il deterioramento del quadro poltico generale. I pericoli per il Paese continuano a crescere, senza che ci sia un’opposizione in grado di spiegare ai cittadini la reale dimensione del problema. Così, mentre associazioni per la difesa dei diritti civili e numerose agenzie internazionali accusano l’Italia di segeregazionismo e razzismo e nel Paese crescono le spinte reazionarie, la crisi divora posti di lavoro e certezze senza che il governo faccia nulla.
Quando finirà questo teatrino?


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