Il poliziotto di quartiere, un fallimento
La UIL Polizia di Stato in qualità di rappresentante dei lavoratori di Polizia, ha sempre sostenuto che per migliorare la sicurezza del nostro territorio non si poteva prescindere da una reale ed effettiva collaborazione di tutti i cittadini. Un articolo per ‘Tu Inviato’.
La cosiddetta ‘sicurezza partecipata’ è un concetto che deve trovare una sua concreta applicazione.
Per questo motivo fu voluto e istituito il poliziotto e carabiniere di quartiere, proprio per far fronte alle richieste di sicurezza partecipata, In questi anni, detta figura emerge favorevolmente tra i cittadini, proprio perche professionalmente hanno ben svolto i compiti per cui sono stati creati.
L’istituzione delle ”ronde”: il governo, fatalità lo stesso governo che ha voluto il poliziotto e il carabiniere di quartiere , va a rinnegarlo con un decreto legge… i cittadini a chi si dovranno rivolgere al poliziotto di quartiere o alle ronde? Questa confusione istituzionale a chi va a giovare? Sicuramente non all’orgoglio professionale a fronte dell’impegno profuso da quei poliziotti che molto hanno fatto per costruire un rapporto di fiducia con la cittadinanza.
In questi termini, il poliziotto ed il carabiniere di quartiere è nato per avere una più stretta collaborazione tra forze dell’ordine e istituzioni e associazioni di cittadini per cercare di migliorare la vivibilità e la tranquillità sociale delle nostre città .
Di fatto, nell’istituire con legge le ‘ronde’, è come se lo Stato abdicasse ad una sua prerogativa fondamentale: la tutela dei cittadini e della sicurezza. In questo modo, si delegittima in parte, anche se indirettamente, l’operato delle forze dell’ordine. Come UIL Polizia di Stato abbiamo più volte denunciato che nella nostra Provincia mancano uomini e mezzi ma soprattutto manca la certezza della pena..
Tra qualche anno, la situazione peggiorerà: a livello nazionale, nei prossimi tre anni, il blocco del turn-over provocherà un buco di 12 mila poliziotti. Anche nella nostra Provincia, alcune decine di poliziotti andranno in pensione e non saranno probabilmente rimpiazzati. A fronte e non ci stancheremo mai di ripeterlo, di una pianta organica realizzata venti anni or sono.
Drasticamente tagliate le risorse per effettuare la manutenzione delle autovetture. Il Ministero, con un’apposita circolare, ha invitato i questori a sospendere le riparazioni e a non effettuare i tagliandi di controllo ai mezzi di servizio per mancanza di fondi. Ciò nonostante, ritengo che nella nostra realtà non sia necessario istituire le ‘ronde’”.
L’altra risposta, è quella di rinforzare gli organici e di aumentare le risorse a disposizione della polizia. Privatizzare il controllo del territorio a scapito di una reale presenza delle forze di polizia rischia soltanto di portare conseguenze paradossali. Nessuna ‘ronda’ potrà mai sostituirsi alle funzioni di polizia: i volontari delle ‘ronde’, se notano fati o situazioni al di fuori della legalità, devono necessariamente chiedere l’intervento delle Forze di Polizia. Il problema reale è che tra poco avremo meno poliziotti in strada con poche autovetture funzionanti. Chi interverrà in aiuto della ‘ronda’?”
La segreteria generale provinciale UIL Polizia di Stato. Andreino Sabatino.


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