cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » politica, primo piano
Regola la dimensione del carattere: A A

Il ‘Piano casa’ e le fantasie del governo

Autore: . Data: giovedì, 26 marzo 2009Commenti (1)

Ancora un annuncio a vuoto di Berlusconi ed ancora una ‘fantastica idea’  si scontra con la Costituzione. Parole e propaganda di un esecutivo senza qualità.

citta-fantasmaEra tutto pronto, secondo media e talk show televisivi. In tutt’Italia si preparava un nuovo scempio ambientale e tutti già progettavano di costruirsi una stanzetta nuova senza ‘dover chiedere permesso’. Invece è andata diversamente.

Il decreto legge sulla casa avrebbe dovuto rilanciare l’edilizia, segnare un punto contro la crisi ed arrivare venerdì al Consiglio dei ministri per essere approvato subito ed invece rimarrà nei cassetti. Ieri Vasco Errani, presidente della Conferenza delle regioni, dopo un incontro col Cavaliere, ha detto: “La bozza di decreto legge presentataci è incostituzionale” e poi ha aggiunto che “si aprirà un tavolo per definire un vero e proprio piano casa”.

Entrare nel merito della vicenda è superfluo, comunque sarebbe come cercare di costruire un reattore nucleare basandosi su un libretto di istruzioni scritto in una lingua sconosciuta.

E’ l’intero corso della vicenda ad allarmare. Per scrivere un provvedimento di così grande importanza si ricorre a specialisti, si riflette a lungo, se ne valutano implicazioni e potenzialità. Invece in questo, come in altri casi, l’esecutivo di centro-destra ha prima comunicato al popolo le meravigliose intuizioni del Lider máximo e poi scoperto che era meglio non farne nulla.

Cosa ne sarebbe di uno scienziato che dopo aver affermato di possedere la cura definitiva contro il raffreddore, mentre le farmacie sono in attesa del  farmaco miracoloso, rivolgendosi ai media aggiungesse: “Abbiamo scherzato, adesso ci pensiamo meglio”?

Il disastro urbanistico che l’ipotesi berlusconiana avrebbe prodotto, le critiche di associazioni ambientaliste, ingegneri, architetti, sindacalisti, amministratori locali passano in secondo piano ripetto al senso stesso di tutta questa vicenda.

Il presidente del Consiglio è arrivato a dire: “Ne ho parlato con gli altri leader (durante il Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo, ndr) ed è piaciuto un po’ a tutti”, ha riempito i tg con previsioni, racconti da agente immobiliare, percentuali e numeri di ogni genere. Aria fritta, non si poteva fare, era congegnato male.

C’è da scommetere che subito dopo il primo shock, per maschera la figuraccia, da qualche parte qualcuno parlerà dei ‘lacci e lacciuoli’ della legge italiana, della inadeguatezza della macchina istituzionale, dei limiti che questa organizzazione della democrazia pone al bravo ‘uomo della provvidenza’ e gli impedisce di fare ‘il bene del Paese’.

In questi giorni il decreto girava per il Palazzo, stampato su carta intestata della presidenza del Consiglio, mentre Berlusconi, scoperto con le mani nel sacco, aggiungeva: “Le ipotesi circolate sono false”.

Come false? Qualcuno a Palazzo Chigi stampa documenti governativi inventati? Che sta succedendo in Italia?

La crisi sta divorando decine di migliaia di posti di lavoro, imprenditori piccoli e medi sono inseguiti da banche che chiedono coperture sugli affidamenti, i citadini sono costretti a fare i conti con stipendi insufficienti ed il governo non solo non fa quasi nulla, ma quando decide un intervento invece di pensare alla realizzazione degli obiettivi si occupa di parlarne prima ai giornali?

Poi, come in un brutto sogno, arriva l’informazione a confondere le acque, a nascondere il dilettantismo del governo dietro tonnellate di interviste incomprensibili, gossip e cronaca nera ed il popolo italiano è indotto a dimenticare che a capo del Paese c’è chi non sa neanche scrivere un decreto.

La situazione è ben oltre il livello di guardia e pare strano non leggere a titoli cubitali sui giornali un semplice: “Sono incapaci”. Ieri il Corriere della Sera on line titolava: “Piano casa, salta il decreto. Berlusconi: si cerchi intesa”, la Repubblica.it, come terza notizia alle 18: “Casa, slitta il piano del governo. Le Regioni: scongiurato il dl”, la Stampa: “Casa, slitta il piano del governo. Stop delle Regioni “Nessun decreto”. E Berlusconi apre: troveremo l’intesa”, l’Unità on line: “Piano Casa, no delle Regioni: non passa il decreto. Berlusconi ora annuncia un “vero” piano di interventi”.

Il ‘Piano casa’, stando alle parole di Errani è da ridiscutere perchè “la bozza di decreto legge presentataci è incostituzionale”, csa ben diversa dal “no delle regioni”. Una vera e propria emergenza democratica è in corso nel Paese ed i cittadini ne sono poco informati. Dov’è la soluzione?

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti (1) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    Siamo il quinto mondo….quello che non c’è…che sprofonda nell’oblio senza ormai più coscienza civile…

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008