Il Pd e le correnti: il giorno degli “Autoconvocati”
Mentre le correnti dei dirigenti ‘storici’ navigano in profondità , il gruppo è alla ricerca di ”Facce nuove per un partito nuovo”.
Oggi alcuni di loro hanno indetto, dalle 10 alle 18, un’assemblea pubblica nella sede nazionale del partito a Roma. Secondo i promotori “il progetto del PD attraversa da tempo una profonda crisi. Crisi sul piano esterno, dei consensi elettorali, e crisi sul piano interno, per le difficoltà mostrate dai vertici del partito ad ascoltare e rispondere alle istanze provenienti dalla base, dai circoli e dalle associazioni d’area”.
Secondo la corrente “solo quando si realizzano delle primarie vere, come è successo con Renzi a Firenze, con Balzani a Forlì, con Fratoni a Pistoia, con Carlesi a Prato, si riattivano la partecipazione e l’entusiasmo che hanno caratterizzato le fasi iniziali del nuovo partito. Questo dimostra che le speranze generate dall’esperienza di Obama non sono solo illusioni, ma possono trasformarsi in realtà anche in Italia; che anche in Italia il cambiamento è possibile. Per questo noi garantiamo con convinzione un appoggio leale a tutti quelli che hanno affrontato e vinto questo passaggio”.
Come è ormai abituale nel partito di Franceschini, anche per gil ‘autovonvocati’ non è chiaro quale sia il modello sociale proposto, ma “partecipazione”, “entusiasmo”, “primarie”, “Obama”, “illusioni” e “cambiamento” sembrano essere i sotantivi (qui manca “riformismo”) buoni per tutte le combinazioni.
Nel sito della corrente si legge: “Il movimento degli autoconvocati è nato a Roma per chiedere l’utilizzo delle primarie per rinnovare i vertici cittadini del partito, e in generale un maggior coinvolgimento della base e dei circoli nelle sue attività . In questi mesi, attraverso contatti spontanei, adesioni e manifestazioni di solidarietà , abbiamo però riscontrato che queste tematiche sono largamente condivise anche nel resto d’Italia: per questo è nata l’intenzione di cercare delle risposte concrete da dare a queste istanze, non solo a livello romano ma anche a livello nazionale”.
I leader dell gruppo sono Mario Adinolfi, Giovanni Bachelet, Olga Bertolino, Cristina Comencini, Pier Giorgio Gawronski, Teresa Marzocchi, Martina Simonini, Luca Sofri,Nando Dalla Chiesa e Giulio Santagata.
Durante la riunione di oggi sarà lanciata una campagna di raccolta di proposte inviate da singoli, circoli e associazioni. Le proposte verranno poi discusse e votate e daranno vita a un decalogo di idee più significative ”per arrivare – si legge nel sito – a un grande rilancio del Pd, progetto nel quale noi ancora crediamo”.
Al meeting romano ci sarà anche il segretario del Pd Lazio, Roberto Morassut che ha detto: ”Sarò presente perchè penso vada ascoltata la voce di quanti chiedono in questo momento una democrazia sempre più partecipata e un’innovazione di cultura e gruppi dirigenti. Forse non tutte le istanze possono essere condivisibili, come per esempio quella di indire sempre e solo consultazioni primarie per ogni tipo di decisione e per le cariche elettive e di partito. A tal proposito credo che lo statuto del Pd abbia trovato la formula più equilibrata. Mi pare che tuttavia prevalga, e l’ho gia’ detto in passato, uno spirito e una volontà genuina che vuole lavorare per un partito davvero democratico”.
Un’idea bislacca della democrazia e del partito vede militanti e dirigenti impegnati a compensare nelle formule ‘tecniche’ il vuoto pneumatico di strategia politica che dilania il Pd. Mentre alcuni cercano, dopo averlo fondato, di trovare i contenuti per farlo sopravvivere, altri si occupano di organizzare le truppe in vista della composizione delle liste elettorali per le prossime elezioni europee e locali. Ovivamente i cittadini di tutto questo si interessano poco. C’era un tempo in cui i partiti si fondavano perchè chi lo faceva sapeva rappresentare istanze sociali, aveva un’obiettivo di società che intendeva costruire e delle proposte chiare sulle quali chiedere il consenso.
Oggi si prendono una decina di parole, le si incrociano tra loro, ci si mette Obama in mezzo e si cercano idee. Anche se neppure si comprende la differenza tra diritti civili dei cittadini e libertà religiosa dei singoli. Ma tent’è, sono i tempi del Cavaliere.


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