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I violentatori rumeni e i giudizi facili

Autore: . Data: mercoledì, 4 marzo 2009Commenti (0)

I mostri erano pronti ed impacchettati: stranieri, uno addirittura con “la faccia da pugile”.

sbatti-il-mostro-in-prima-paginaIl 17 febbraio, dopo la violenza ai danni di una ragazza di soli 14 anni, il Corriere della Sera on line scriveva: “Sono stati catturati i due romeni presunti autori dello stupro avvenuto la sera di San Valentino nel parco della Caffarella a Roma. Hanno 20 e 36 anni: il più giovane, Alexandru Isztoika Loyos, ha confessato nella notte ed è stato riconosciuto dalla 14enne vittima della violenza e dal fidanzato. Era stato fermato martedì sera dalla polizia in un campo nomadi abusivo a Primavalle, a Roma, grazie all’identikit basato sulla testimonianza dei due fidanzati. Nella sua tenda è stato trovato un paio di pantaloni con macchie di sangue, ora al vaglio della Scientifica. Il complice più anziano, Karol Racz, è stato preso nella notte a Livorno grazie alle indicazioni di Loyos. Voleva scappare in Spagna. Decisiva nell’intera operazione la collaborazione della polizia romena”.

La cronaca del Corriere era accurata e continuava: “Martedì sera Alexandru Isztoika Loyos, che in Romania faceva il pastore, è stato portato in questura insieme a sette connazionali per accertamenti. Durante l’interrogatorio i sospetti nei suoi confronti si sono trasformati in pesanti indizi, fino alla confessione al pm, Vincenzo Barba, con conseguente provvedimento di fermo. “Non so perché, non so come è successo, volevamo solo rapinarli, poi improvvisamente tutto è cambiato”, ha detto il 20enne in un passaggio della confessione. Ha ammesso che la 14enne è stata stuprata prima da lui e poi dal complice, che avevano appena rapinato i due fidanzati. “Perché l’ho fatto? Per dispetto» ha detto ancora Loyos. Il capo della Mobile, Vittorio Rizzi, ha spiegato che «non si rendeva conto dell’accaduto”. Durante l’interrogatorio non ha pianto, apparendo impassibile e privo di rimorso.

Con un quadro di quel tipo il processo era inutile, tanto valeva sbatterli in galera e buttar via la chiave. Grande risonanza per il successo delle investigazioni da parte di tutti i media, in prima linea la Tv.

Invece le cose potrebbero essere diverse, molto. Dopo aver rilevato la cella nella quale erano agganciati i telefoni cellulari dei due ‘colpevoli’ si scopre che non corrisponde ai trasmettitori della zona della Caffarella, ma ad aree diverse e lontane della capitale.

Poi arrivano i risultati del test del Dna dei rumeni, che comparato con quello trovato sugli indumenti della ragazza violentata non sembra appare compatibile con Racz e Loyos.

Lorenzo Lamarca, avvocato della difesa, chiederà il 9 marzo al tribunale del Riesame di Roma la scarcerazione dei due indagati e spiega: “c’è un identikit con le caratteristiche fisiognomiche diverse da quelle di Karol: un’altezza di un metro e settantacinque, mentro il mio assistito non è alto più di un metro e sessanta. Nell’identikit c’è un tizio con una faccia da pugile, diversamente da Karol. Lui, poi, è stempiato e l’identikit raffigura un uomo con i capelli scuri e folti”.

Rimane da domandarsi come sia una ‘faccia da pugile’, che caratteristiche abbiano in particolare quelle di Nino Benvenuti, Muhammad Ali, Vincenzo Cantatore. Comunque, il penalista continua: “I due parlavano benissimo in italiano, mentre Karol non conosce una parola della nostra lingua. Oggi, infatti, ho chiesto l’autorizzazione ad andare in carcere con un interprete”.

Lamarca inoltre aspetta i risultati degli esami “su tamponi, abiti, fazzoletti, cicche di sigarette e quelli relativi alle impronte digitali sulle sim dei cellulari dei due minorenni” e contesta la mancanza tra gli atti depositati al Riesame dei primi esiti di questi esami e delle dichiarazioni delle persone indicate da Karol per il suo alibi.

Le indagini diranno se esistono reali confererme sulla colpevolezza dei due sospettati, ma in ogni caso i fatti già inducono delle riflessioni. La facilità con la quale si trovano colpevoli, specialmente se sono rumeni. L’uso politico che si è fatto della vicenda, perchè considerandoli luoghi di ‘rifugio di criminali violentatori’, a poche ore dalla violenza contro la ragazza, l’amministrazione Alemanno ha fatto distruggere alcuni piccoli insediamenti nei quali sopravvivevano stranieri e senza che a loro fosse offerta alcuna alternativa di alloggio.

Però una ‘faccia da pugile’, se è per altro di un rumeno, non lascia spazio per dubbi. Infatti la Repubblica on line già avverte: “”E’ lui”. Karol Racz, uno dei due romeni arrestati per la violenza sessuale ai danni di una minore avvenuta alla Caffarella il 14 febbraio, è stato riconosciuto dalla donna di 41 anni, stuprata da due uomini il 21 gennaio scorso a Roma, alla fermata dell’autobus nella zona di Primavalle, in via Andersen”.

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