Francia in sciopero, cade la fiducia in Sarkozy
Hanno sfilato ieri a Marsiglia, Grenoble, Lione i lavoratori francesi per chiedere che il governo Sarkò impegni veri per proteggere i posti di lavoro che vengono distrutti dalla crisi, prendere misure per rilanciare il potere d’acquisto e difendere i servizi pubblici.
Sono state più di 200 le manifestazioni organizzate in tutto il Paese, quella più importante nel pomeriggio a Parigi. I sindacati, che hanno organizzato la giornata di sciopero e di mobilitazione, hanno superato il successo della manifestazione del 29 gennaio che aveva portato in piazza quasi due milioni e mezzo di persone. Questa volta erano in tre milioni.
All’aeroporto parigino di Orly sono stati annullati il 30 per cento dei voli, a quello di Roissy il 10. In sciopero anche il 36 per cento dei ferrovieri, il 17,5 dei dipendenti dell’ente elettrico Edf, mentre nelle scuole e negli ospedali l’astensione dal lavoro è stata fra il 35 e il 65 per cento.
La mobilitazione è stata importante anche nel settore privato. Al di la del numero delle persone che sono scese in piazza, lo sciopero ha avuto il sostegno massiccio della popolazione: secondo un sondaggio, il 78 per cento dei francesi definisce “giustificata” la giornata di protesta e il 62 per cento giudica “cattiva” la politica del governo di fronte alla crisi.
Il presidente Sarkozy ha detto di capire “la preoccupazione dei francesi in questo periodo di crisi”, ma il primo ministro Francois Fillon ha indicato che non ci saranno “interventi supplementari” dopo i 2,6 miliardi di euro decisi a favore delle famiglie più deboli, dopo la manifestazione del 29 gennaio.
A fianco di lavoratori in sciopero si è schierata l’ ex candidata socialista all’elezione presidenziale, Segolene Royal, che ha definito il governo “sprezzante e incompetente”.
Poche centinaia di giovani alla fine del corteo si sono scontrati con la polizia a Parigi.


Lascia un commento