Franceschini alla riscossa per evitare il tracollo del Partito democratico
Ieri sono state diffuse dai media alcune notizie che confermerebbero le grandi difficoltà del partito alle prossime elezioni.
I soliti ‘ben informati’ hanno scritto di riunioni ‘riservate’Â alle quali il segretario del Partito democratico avrebbe invitato sondaggisti e sociologi per studiare la strategia migliore per le prossime elezioni. Considerando gli insuccessi raccolti da Veltroni si spera che gli ospiti non siano gli stessi delle ultime due tornate politiche, gestite in modo dilettantesco.
L’obiettivo del partito per il 7 giugno sarebbe il 27 per cento. Si pensi che da solo il Pci raggiunse alle elezioni europee del 1979 il 29,56 per cento e nel 1984 il 33,32. Qualcuno dirà che erano altri tempi e non sbaglia, ma sarebbe anche il caso di aggiungere che c’erano altri uomini.
Secondo alcune rilevazioni, il Pd oggi sarebbe ad un misero 25,5, ma considerata l’inconsistenza dell’azione politica della formazione guidata da Franceschini il dato non è trascurabile. Nessuno sa cosa voglia il Pd.
I ‘ben informati’ averebbero scoperto che secondo i sondaggisti presenti alla riunione il partito è più radicato tra gli ultra 55enni, anche se potrebbe esserci un recupero tra i giovani.
Gli operai, però, sarebbero in libera uscita, così come i dipendenti pubblici, gli insegnanti. La flessione in queste aree sociali potrebbe essere del 12 per cento. Nelle regioni meridonali i dolori sono seri, meno 12,4 per cento, mentre al nord andrebbe meglio.
Dopo i guai prodotti da Veltroni, il nuovo segretario avrebbe recuperato quasi un punto, lo 0,9 per cento. Ed anche risulta più credibile del suo predecessore: viene dopo il solito Berlusconi e Pierferdinando Casini. Tuttavia, le preoccupazioni principali del Pd non vengono dal Pdl, ma da Di Pietro e dalla sua Italia dei valori. per questo è possibile un maggiore slancio antiberlusconiano.
La stanchezza dell’elettorato verso un’opposizione inesistente, come quella dell’era Veltroni, ha dirottato molti elettori verso il partito dell’ex magistrato di Mani pulite, ma è l’astensionismo che potrebbe produrre i maggiori danni. Difficile pensare ad una pericolosità della sinistra marxista o verde-vendoliana, perchè da quelle parti sembra regnare una confusione del tutto irrisolvibile.
I sondaggisti del Pd danno le sinistre varie al 7 per cento, ma qui davvero neppure Cassandra sarebbe in grado di fare profezie.
Le prossime settimane vedranno emergere i primi segnali sulle caratteristiche strategiche delle campagne elettorali dei partiti italiani. Solo allora sarà possibile capire quanto i temi scelti sapranno raggiungere i cittadini. Per comunicatori e specialisti il lavoro sarà duro, perchè il quadro generale è inquinato da un quasi totale distacco degli elettori dalla realtà . Si tratta degli effetti della propaganda goverativa e da mesi di informazione distorta.
Sapranno i ‘tecnici’ del Pd invertire la tendenza? Basandosi sull’esperienza la risposta non è incoraggiante, ma forse Franceschini saprà trovare qualche professionista capace di fare il proprio lavoro. Di scelte poltiche neanche a parlarne, basta osservare le vicende che riguardano il Testamento biologico, ma non si pò chiedere troppo. Se po’ fa’?


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