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Ferrovie sempre più in concorrenza con Alitalia-Cai

Autore: . Data: martedì, 17 marzo 2009Commenti (0)

La crisi economica non frena gli investimenti per il treno e l’azienda guidata da Moretti spenderà 5 miliardi in infrastruttre e dovrebbe ”disporre di una cifra non troppo lontana per il 2010”.

treni-pendolariL’amministratore delegato di Ferrovie ha spiegato che ”entro un mese” partiranno gli ordini per nuovi treni  e ”un pacchetto significativo per i treni per l’alta velocità e quelli sui pendolari”.

Il valore degli ordini di treni ammonta a 4,5 miliardi (di cui 1,5 per l’alta velocità). Intanto i treni ”sono pieni” ed il Freccia Rossa ad alta velocità ha guadagnato in media 2mila passeggeri in più al giorno.

Il battagliero ad delle Ferrovie ha aggiunto: ”Ormai è chiaro a tutti che sotto le quattro ore, ovvero su distanze fino a 800 chilometri, le ferrovie riescono a dare un servizio che in termini di qualità e di costo è superiore rispetto agli altri mezzi”. Il rifermento è all’aereo ed è l’enesia risposta al suo omologo in Alitalia-Cai, Sabelli, che nei giorni scorsi aveva detto che “il ruolo di Fs sul mercato è quanto meno ambiguo”, per poi aggiungere: “Nel 2008 Fs ha ricevuto dallo Stato 3,6 miliardi di euro, una cifra superiore del 17 per cento rispetto al 2007. Per questo noi competiamo con un’azienda che in parte viene sostenuta dallo Stato. Si tratta di una competizione ‘unfair’”.

Sulle pesanti critiche che arrivano dai pendolari e dai viaggiatori in generale Moretti ha aggiunto: “C’è una gran confusione nell’opinione pubblica, che giustamente lamenta il cattivo servizio nelle reti regionali o su alcune tratte che sono in piedi anche se non c’è un mercato sufficiente a sostenerle. Chi decide quanti treni, a che orario, di che dimensioni e le tariffe non siamo noi ma il committente pubblico, il quale però fino ad oggi non ha destinato a questo importante servizio ai cittadini le risorse necessarie per garantire una qualità adeguata né ha voluto lasciar lievitare le tariffe”.

Sul problema dei prezzi l’ad di Ferrovie ha sostenuto: “È un anno e mezzo che stiamo lavorando insieme e c’è stato un notevole passo avanti culturale. Quello che deve essere chiaro e che comincia ad esserlo è che il servizio ha un costo e la qualità incide su questo costo».

Inutile specificare che le tariffe delle ferrovie francesi o tedesche, pur essendo a volte più elevato, è legato alle diverse retribuzioni in quei Paesi. un Tgv, il treno veloce francese, costa da Parigi a Marsiglia, tre ore e 19 minuti per 775 chilometri di distanza, dagli 81 ai 64 euro, se si volesse partire per esempio lunedì prossimo. Il Freccia Rossa, per la stessa data, costa 67 euro, per 586 chilometri e 3 ore e trenta di viaggio. A conti fatti in Italia le tariffe sono superiori e i tempi di percorrenza maggiori, mentre gli stipendi medi nettamente inferiroi a quelli d’oltralpe.

Da ricordare che il ritardo non è previsto dalle Sncf, le ferrovie francesi, così come non sono ammesse le toilette sporche, le porte rotte, la scarsa pulizia. Forse in Italia prima si dovrebbe raggiungere uno standard accettabile e poi parlare di prezzi.

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