Disperato, tenta di darsi fuoco: è senza lavoro
Un uomo che chiameremo Vincenzo ha tentato di uccidersi ieri a Roma, davanti al Campidoglio. L’uomo di 39 anni voleva morire perchè licenziato ed il suo datore di lavoro non ha mai versato i contributi sufficienti per la disoccupazione.
Vincenzo ha avuto un passato burrascoso con la giustizia, ma oggi cerca di vivere onestamente e abita con un figlio e una moglie in una casa popolare in pessime condizioni di manutenzione e non ha soldi per tirare avanti. La sua ex professione rende infine ancor più difficile la ricerca di una qualsiasi opportunità per mantenere la famiglia e sè stesso.
Dopo essersi dato fuoco perchè così “forse qualcuno si ricorderà di me” è stato soccorso ed adesso si trova al reparto grandi ustionati del sant’Eugenio.
Vincenzo si è dato fuoco poco dopo le 9, nella piazza dove hanno sede il Comune di Roma e l’ufficio del sindaco: si è cosparso di liquido infiammabile e poi ha appiccato le fiamme.
Un agente in servizio per la visita dei reali di Svezia nella capitale si è tolto la giacca e ha soffocato le fiamme: Vincenzo gli ha detto “sono disperato” e poi è svenuto. È stato subito portato in ospedale con ustioni sul 20 per cento del corpo.
La sua storia è iniziata anni fa con furti e piccole rapine. Il carcere, poi una vita meno burrascosa. Ha trovato lavoro come panettiere, ma il capo ha ‘tralasciato’ di versare i contributi. Così, quando è stato licenziato, Vincenzo non può ricevere neppure il sussidio di disoccupazione. Martedì scorso, quando è andato all’Inps per cercare di avere il minimo per vivere, gli hanno detto come stavano le cose e lui è crollato.
L’ex panettiere vive con la moglie Paola e un bambino di quattro anni in una abitazione malmessa ed era rimasto senza un euro. Un suo amico ha detto: “Stamattina l’ho visto, gli ho chiesto: dove vai? Lui non mi ha risposto. Poi ha fatto quello che ha fatto”.
Vincenzo ha parlato con la moglie che lo ha subito raggiunto al Sant’Eugenio: “Come possiamo andare avanti senza soldi? Ora forse qualcuno si ricorderà di me”.
L’assessore provinciale al lavoro, Massimiliano Smeriglio, ha dichiarato di voler convocare il datore di lavoro per approfondire la situazione ed ha aggiunto: “Non li lasceremo soli”.


Io lo capisco perchè mi trovo ancora peggio di lui. Sto cercando qualcuno che può aiutarmi ….
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