cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » politica, tu inviato
Regola la dimensione del carattere: A A

Cooperative, tra subappalti e ingiustizia

Autore: . Data: giovedì, 19 marzo 2009Commenti (0)

I grandi processi di privatizzazione dei servizi pubblici hanno prodotto una moltitudine di donne e uomini da sfruttare: infermieri, educatori di strada, assistenti sociali. Un articolo per “Tu Inviato”

coopsocialistriscioneSembrano passati millenni da quando Carlo Marx parlava del “lavoratore cooperativo associato” come “uomo nuovo” della sperimentale società “socialista dei liberi ed eguali”. Gli odierni lavoratori sociali cooperativi raffigurano, al contrario, la summa materiale ed al contempo simbolica di quanto lo sfruttamento possa risultare brutale.

Gli enormi processi di privatizzazione dei servizi pubblici hanno prodotto una vasta “prateria” di donne e uomini da sfruttare: infermieri con i più svariati profili sanitari, educatori di strada, assistenti sociali.

L’intero caleidoscopio dello stato sociale che un tempo era garantito da dipendenti pubblici con diritti e garanzie è ora (faticosamente) “tenuto in piedi” dai soci di cooperativa.

Per lo più – quasi tutti – precari (a causa dell’insicurezza lavorativa dovuta al regime degli appalti), migranti (doppiamente precari con i ricatti che subiscono dalle cooperative stesse che pretendono aggiuntive prestazioni flessibili in cambio delle certificazioni datoriali necessarie al rinnovo dei permessi di soggiorno), donne quasi sempre immigrate dal Sud che subiscono pressioni e ricatti di ogni natura nei posti di lavoro (rilevante è, nel comparto, la vertenzialità dovuta a mobbing e molestie sessuali).

In sostanza, una certa logica di sfruttamento inizialmente “tipizzata” per il terzo e quarto mondo è stata “esportata” nella ricca Europa. In Italia, quegli uomini e quelle donne guadagnano mediamente 850 euro lavorando 40 ore alla settimana.

A fronte di straordinari non pagati, doppi turni, carichi di lavoro insostenibili. Al punto che in questo comparto vi sono tra i più alti tassi di aborto “procurati” dai ritmi di lavoro (le leggi a tutela della maternità qui sono spessissimo un miraggio), di modificazioni dei ritmi biologici ed ormonali delle lavoratrici; di scompensi psico/sociali (il cosiddetto “born out”). E che dire della più alta percentuale di cessioni del quinto sullo stipendio, di anticipi sulla liquidazione?

Inoltre, è rilevante nel settore il fenomeno degli infortuni a causa della costante inapplicazione dei dispositivi di lavoro a tutela della sicurezza. Infortuni che si tramutano in malattie. Malattie che non si denunciano ma che comportano spesso l’obbligo a mettersi in “ferie”. Mentre molti enti pubblici appaltatori fanno finta di nulla.

Ritengo che sia venuto il tempo di abbandonare ogni “diplomazia sindacale” su questo terreno. Mettendo in campo non soltanto azioni di denuncia, ma anche un costante lavoro politico minuzioso ed incessante che produca partecipazione e azioni di lotta. Per ridare speranza a chi rischia di perderla inesorabilmente.

Amerigo Sallusti
Funzione pubblica Cgil Milano

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008