Case in vendita: bene, male, così così
Il ‘Borsino immobiliare’ di Confedilizia ha registrato i valori delle compravendite degli immobili adibiti ad uso abitativo. La crisi non affonderebbe come altrove il mercato, ma gli affitti aumentano e non tutto quadra.
Secondo la rilevazione effettuata in 104 province (47 città del Nord, 25 del Centro e 32 del Sud) i prezzi nel 2009 rimangono stabili. Tra i valori massimi di compravendita registrati da Confedilizia si segnalano per le zone centrali Venezia con una media di 9.500 euro al metro quadro, segue Roma con 7.800 euro al metro quadro e Milano con 7.500 euro al metro quadro.
Per le zone semicentrali la più costosa risulta ancora Venezia con 6.200 euro al metro quadro, seguita da Milano con 5.000 euro al metro quadro e Roma con 4.600 euro al metro quadro. Per le zone periferiche, Venezia risulta ancora prima in classifica con 3.800 euro al metro quadrato, seguita stavolta da Roma con 3.600 euro al metro quadro e Milano con 3.200 euro al metro quadrato.
Dove si compra spendendo meno è Vibo Valentia con 350 euro al metro quadro in una zona periferica, mentre ce ne vogliono 400 per una zona semicentrale, mentre a Trapani bastano 480 euro al metro quadro per comprare un appartamento in una zona centrale. A Crotone, Nuoro e Taranto bastano 450 euro al metro quadro per comprare un’abitazione in una zona semicentrale.
Con riferimento alle aree geografiche, i valori massimi medi si restrano al Nord (3.261 euro al metro quadrato), seguono il Centro (3.120 euro al mq) e il Sud con le isole (2.184 euro al mq). Per i valori minimi è il Centro
a registrare il prezzo medio più alto (961 euro al mq), seguito dal Nord (868 euro al mq) e dal Sud ed isole (651 euro al mq).
Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia, ha detto: “Nel 2008 avevamo previsto una caduta delle transazioni e quindi una discesa dei prezzi delle abitazioni e così si è verificato. Nel 2009 invece siamo convinti che ci sarà una stabilità , sia del numero delle transazioni che dei prezzi. Questo in parte è dovuto ai disinvestimenti da attività finanziarie, alla crisi economica e al dirottamento della relativa liquidità negli immobili”.
Il presidente di Confedilizia ha aggiunto che ”vi è una particolarità che si è registrata nella seconda metà del 2008 e che è facile prevedere si confermi nel 2009: quella della difficoltà a vendere le unità immobiliari di categoria catastale A1. Ciò per via del fatto che per questi immobili -oltre che per quelli di categoria A8 e A9- non trova applicazione, in caso di loro utilizzo quali abitazioni principali, l’esclusione dall’Ici decisa dal governo con la manovra della scorsa estate”.
Fin qui le valutazioni di Confedilizia. Alune notazioni tuttavia possono essere fatte. Molti indicatori mostrano come sia in crescita esponenziale il numero di cittadini in difficoltà col pagamento di mutui ed affittti, che la crisi economica stia erodendo il risparmio ed infine che le nuove generazioni vivano in enorme misura nel precariato, per cui sono impossibilitati non solo a comperare la casa, ma anche solo ad affittarene una.


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