Brunetta definisce gli studenti dell’Onda “guerriglieri”
Il ‘castiga fannulloni’ questa volta ha superato decisamente i limiti. In qesto modo si invoca la violenza.
Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini , ha detto esplicitamente che gli studenti dell’Onda sono dei “guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri”.
Da tempo il ministro della Pubblica Amministrazione mostra quanto il potere possa inebriare e produrre una crescita eccessiva dell’ego, ma le ultime dichiarazioni mostrano un decisa assenza di cautela e moderazione.
I problemi della scuola, la crisi dilagante e le scarsissime prospettive di sicurezza per il futuro sono elementi che possono trasformarsi con facilità in azioni violente. Il movimento degli studenti, l’Onda, ha sempre rifiutato opzioni politiche estreme, ma se la risposta ai dubbi, alle richieste ed al bisogno di modernizzazione dei giovani diventano da parte del governo motivi di dileggio, offesa e ricerca dello scontro, allora si rischia per davvero una deriva pericolosa.
Il ministro Brunetta ha aggiunto, riferendosi alla contestazione nelle università e nelle scuole: “Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l’Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni azioni di guerriglia. L’Onda non l’ho vista nelle recenti elezioni degli studenti quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri”.
L’idea che Brunetta ha della democrazia è del tutto singolare, legata alla demagogia omissiva che guida l’azione del governo Berlusconi fin dalla sua formazione: dichiarazioni ad effetto, ricerca del consenso (anche a costo di usare parole improprie), nessuna azione legislativa concreta per affrontare i problemi e ingiurie nei confronti di chi non è d’accordo.
A questi dati politici si associano componenti caratteriali e può succedere che alcuni, forse troppo presi dall’mmagine di sè stessi, non sappiano più valutare le conseguenze dei propri gesti.
L’aver voluto ‘regolamentare’ i cortei a Roma, per offire all’opinione pubblica la sensazione che i disagi del traffico sarebbero diminuiti, ha prodotto ieri degli incidenti. Mentre nessun effetto pratico il nuovo regolamento ha avuto sul caos permanente nel quale debbono muoversi i cittadini della capitale. Oggi le parole del ministro e quasi l’ evocare scontri e repressione. Domani?
Davvero sarebbe il momento per Brunetta di comprendere come si gestiscono le responsabilità . Tuttavia non è il solo che merita un bel cinque in condotta, per restare in tema.


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