cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Atitech, altro problema della vicenda Alitalia

Autore: barbera. Data: giovedì, 5 marzo 2009Commenti (0)

Ieri mattina Pasquale Vitiello, dipendente dell’azienda componente la segreteria nazionale di Sdl trasporto aereo, si è incatenato per protesta davanti ai cancelli di ingresso della società a Napoli. Intanto a Fiumicino altri 341 vanno in cassa integrazione.
atitech1In un comunicato dell’organizzazione sindacale si legge: ”Dopo mesi di attesa e di richieste di incontro al Governo rimaste inevase. Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi vuole vendere le partecipazioni Atitech di Napoli e Alitalia Maintenance System (Ams) senza che il Governo apra il necessario confronto tra le organizzazioni sindacali e tutte le parti interessate, per verificare la corrispondenza tra questa procedura di vendita e quanto sottoscritto invece negli accordi di palazzo Chigi del settembre 2008”.

Il nodo centrale della questione, spiega Sdl, riguarda ”la sopravvivenza del polo manutentivo di Fiumicino e di Napoli, dato che negli accordi erano previste sia commesse per la manutenzione da parte di Cai, sia l’acquisizione in quota parte di Cai e di gruppi industriali e finanziari di primaria grandezza come Finmeccanica e Fintecna. Ad aggravare ulteriormente la situazione – prosegue la nota – c’è la decisione di Cai di aprire una gara internazionale per le attività di manutenzione pesante. La conseguenza di ciò sarebbe gettare in strada 1.100 famiglie a Napoli tra Atitech e indotto, oltre a un danno incommensurabile ai lavoratori di Fiumicino, siano essi di Alitalia Maintenance System o della manutenzione Alitalia Cai, dato che già oggi le attività vengono fatte svolgere a Singapore e a Tel Aviv. Tutto questo mentre migliaia di lavoratori del Gruppo Alitalia sono in cigs a zero ore”.

La protesta prosegue affinchè tutti i sindacati che hanno firmato gli accordi di palazzo Chigi ”indicano assemblee generali dei lavoratori di Napoli e di Fiumicino per una convocazione urgente da parte del Governo; il rispetto degli accordi di palazzo Chigi, scongiurando una esternalizzazione unilaterale delle attivita’ di manutenzione che farebbe venire meno le garanzie sottoscritte con il Governo in occasione della privatizzazione di Alitalia; preservare l’integrità di asset strategici come i poli manutentivi di Napoli e di Fiumicino, che hanno sempre garantito la massima sicurezza nelle manutenzioni aeronautiche nell’interesse del Paese; evitare l’ennesimo taglio all’occupazione nel trasporto aereo, in regioni come la Campania e il Lazio, assolutamente non in grado di assorbire un colpo di questa entità”.

Intanto anche i segretari generali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti hanno chiesto un incontro urgente sul futuro di Atitech e Ams al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta.

I sindacati hanno sostenuto: “Da notizie di stampa apprendiamo di una autorizzazione ricevuta dal Commissario Fantozzi da parte del ministro dello Sviluppo Economico per la vendita al miglior offerente delle partecipazioni nelle diverse società del gruppo in Amministrazione straordinaria. A riguardo le intese di Palazzo Chigi prevedono impegni precisi tra le parti in modo specifico per le Società Atitech ed Ams”.

Sul fronte Fiumicino Sdl ha reso noto che “Aeroporti di Roma ha aperto le procedure per la messa in mobilità di 341 addetti ( 55 quadri, 207 impiegati e 79 operai); il 21 per cento di 1620 dipendenti a tempo indeterminato; ( altri 514 sono stagionali). Circa tre anni fa la stessa sorte è toccata a 420 lavoratori. In 8 anni AdR ha estromesso il 35 per cento della forza lavoro. Tutti dipendenti anziani”.

Sui motivi di queste decisioni l’organizzazione sindacale ha spiegato: “Sospettiamo che questa sia un’operazione per ridurre i costi e far fronte, non al calo del traffico aereo, ma alle incombenze del debito di 1 miliardo e 321 milioni di euro contratto con le banche dal consorzio che ha acquistato l’azienda nel 2000, all’atto della privatizzazione. . Analizzando meglio in dettaglio i dati di traffico si evidenzia che il sistema aeroportuale della capitale ( Fiumicino e Ciampino) nel 2008 ha visto un incremento: + 1,38 per cento di movimento aeromobili; + 4,35 di passeggeri; + 2,24 di merce. La diminuzione del -3,14 per cento del movimento aeromobili dell’ Unione Europea è bilanciato da un aumento dei passeggeri per effetto del maggiore riempimento degli aeromobili e da un notevole incremento di quasi il 20per cento dei voli intercontinentali”.

Sdl, poi, approfondendo l’argomento ha concluso: “Lo stesso direttore generale di AdR, su “La Repubblica Roma” del 20 Gennaio 2009, solo un mese fa, afferma che il traffico intercontinentale è cresciuto del 25 % nel 2008 e che “… non si prevedono al momento tagli occupazionali”. Afferma ancora che il progetto aziendale è quello di raddoppiare o triplicare la capacità dello scalo di Fiumicino, passando dagli attuali 38 milioni di passeggeri ai 100 milioni, in venti anni. Del resto anche gli investimenti pubblici e i piani industriali anche a breve termine vanno in questo senso, esempio è la costruzione del nuovo molo C. Ridurre l’occupazione è una palese contraddizione e un non senso.. Per i motivi che abbiamo esposto riteniamo che la richiesta di mobilità e di cassa integrazione avanzata da Aeroporti di Roma, alla quale presto faranno seguito le aziende di assistenza aeroportuale di Fiumicino e del resto d’Italia, sia del tutto immotivata e potrebbe far nascere il sospetto che sia un manovra speculativa tesa solo a ridurre i costi e a precarizzare ulteriormente il lavoro. Si scaricherebbero sui lavoratori, sull’Inps e sui contribuenti pubblici le scelte strategiche delle aziende”.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Articoli correlati

Informativa

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008