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Archeologia: in Puglia scoperte casuali

Autore: . Data: lunedì, 16 marzo 2009Commenti (0)

Un sito archeologico di notevole interesse, con resti di un insediamento abitativo risalenti al V-IV secolo avanti Cristo, è stato scoperto quasi casualmente in Puglia. Ora, mancano i soldi per scavare.  

canosa_di_pugliaPer la precisione la scoperta è avvenuta nelle campagne di Castellaneta, in provincia di Taranto. La Guardia di finanza lo ha immediatamente sequestrato, ma contemporaneamente da Taranto è arrivata anche la denuncia della soprintendenza ai beni archeologici della Puglia: non ci sono soldi per proseguire gli scavi, tutto rischia di rimanere sepolto nel terreno.

L’area archeologica sequestrata si estende su 1.600 metri quadrati. “Abbiamo scoperto un’importantissima area di interesse archeologico – ha confermato, Teresa Schojer, la funzionaria responsabile della soprintendenza per i Comuni del versante occidentale della provincia jonica – ma non abbiamo mezzi per intervenire e scavare in profondità, perché nessuno ci finanzia”.

Secondo la Schojer, la Guardia di finanza aveva segnalato inizialmente alla soprintendenza il rinvenimento di due tombe; in realtà si trattava di tagli di cava antichi. Quando sono intervenuti sul posto, i funzionari della soprintendenza hanno individuato un’area anticamente abitata. “In particolare – ha spiegato Schojer – abbiamo scoperto un’abitazione del IV secolo avanti Cristo, ma è venuta alla luce solo una piccolissima parte perché ci siamo limitati a controllare la superficie”.

Nell’area sono presenti da tempo anche lastroni di copertura tombale e pezzi architettonici. “Il sito – ha ribadito la funzionaria della soprintendenza – è importantissimo, e c’è un grosso insediamento che sarebbe tutto da scoprire. Abbiamo trovato frammenti di ceramica in un’area archeologica abbastanza sconvolta nel corso del tempo. Anche dopo scoperte del genere non possiamo fare niente, non abbiamo mezzi per intervenire, nessuno ci finanzia eventuali ricerche. Questa zona è finita tra le nostre segnalazioni archeologiche, ma la cosa rimane lì. Non si può fare altro”.

Finora si è riusciti a scavare solo per dieci centimetri e sono stati trovati una ventina di frammenti. “Lo scavo è rimasto molto in superficie – ha sottolineato Schojer – e di materiale se n’è recuperato pochissimo. Se fossimo andati in profondità sarebbe stato tutto diverso, ma non c’è la minima possibilità. Già trovare i fondi per fare questi due giorni di scavo è stato un miracolo. Nella zona di Castellaneta – conclude – ci sono altre zone di interesse archeologico in stato di abbandono”.


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