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Alitalia, tra investitori puniti e documenti ‘in ritardo’

Autore: . Data: lunedì, 9 marzo 2009Commenti (1)

Gli obbligazionisti e i piccoli azionisti di Alitalia sono sul piede di guerra, intanto il Commissario straordinario Fantozzi ha detto molte cose al ‘Sole 24 ore’.

Chi ha investito nella ex Compagnia di bandiera sta tentando di recuperare quello che può. L’avvocato Gianfranco Graziadei, che li rappresenta, ha convocato l’assemblea degli degli obbligazionisti il 29 marzo e il 20 aprile. Il 5 giugno 2008 le quotazioni dei titoli furono sospese e il 26 gennaio revocate dalla Borsa.

I riparmiatori, in gran parte personale ex Alitalia, non solo quest’anno non incasseranno nulla, ma dovranno aspettare anni e comunque presentarsi in Tribunale il 21 ottobre prossimo per entrare nella lunga fila dei creditori.

Anima Sgr, società di gestione del risparmio della Banca popolare di Milano, ha convocato e pagato le spese della riunione e accusa il Tesoro di essere responsabile di un “grave danno” nei confronti degli investitori, perchè nel 2005 prorogò la scadenza dei titoli. Graziadei ha detto: “Anima si è accollata le spese per gli avvisi di convocazione su due quotidiani e l’affitto della sala e senza quest’intervento l’assemblea non si sarebbe potuta tenere, perché io non ho un centesimo”.

L’ordine del giorno non lascia spazio a dubbi sulle intenzioni dei partecipanti all’assemblea: “Considerazioni in merito allo stato di avanzamento della procedura di amministrazione straordinaria di Alitalia nonché in merito alla possibilità di recupero del credito vantato nei confronti dell’emittente” ed al secondo punto: “Valutazione dell’esperimento di eventuali iniziative in sede giudiziaria volte a tutelare i diritti degli obbligazionisti con riferimento al mancato recupero, totale o parziale, del credito vantato nei confronti di Alitalia”.

Il 27 agosto 2008 il ministro dell’Economia, Giulio Temonti, sostenne: “Il risparmio è un bene pubblico che va tutelato. I piccoli risparmiatori saranno tutelati. Ci hanno lasciato due disastri: Napoli e Alitalia. Il primo il presidente del Consiglio, Berlusconi, lo ha risolto a fine luglio. Domani risolverà Alitalia”. Si è visto come. Migliaia di cassintegrati, l’indotto alla rovina e i risparmiatori per ora nel sacco.

In un quadro così nero il Commissario straordinario, Augusto Fantozzi, ha rilasciato ieri un’ntervista al giornale di Confindustria.

Fantozzi, riferendosi al caos che circonda non solo la situazione del personale in cassa integrazione (le pratiche ancora in via di smaltimento ed il conseguente ritardo per il pagamento dell’indennità), ma anche le cessioni degli aerei ancora di proprietà della ‘bad company e i nodi Atitech e Ams, ha detto: “Se ritardi ci sono stati (o ci sono) è perché c’è stato un momento di transizione dato che tutta l’organizzazione del back office e la gestione amministrativa sono passate sotto Alitalia-Cai. Dialogare non è facile dato che in questo momento ognuno ha le sue priorità e loro, ma posso anche capirlo, devono concentrarsi sull’avvio della nuova compagnia”.

Poi il commissario ha spiegato: “Con la cessione delle attività di Alitalia a Cai tutta l’organizzazione del back office, la gestione amministrativa, la gestione del personale, i supporti tecnologici sono passati sotto la nuova compagnia. C’è un contratto di servizio con cui Cai si obbliga a gestire per conto della procedura gli aspetti amministrativi. Ovviamente Cai, nella prima fase di avvio, ha avuto altre priorità. Noi, dal canto nostro, abbiamo richiesto una serie di informazioni, incluse le liste dei dipendenti, la cui lavorazione da parte di Alitalia-Cai si è sovrapposta ai problemi tecnici di avvio della nuova compagnia”.

La cosa appare singolare. Questo potrebbe voler dire che la nuova compagnia potrebbe essere in possesso anche dei fascicoli personali dei dipendenti, di per sè fatto discutibile, perchè i documenti potrebbero contenere informazioni condizionanti rispetto alle procedure di assunzione o di messa in cigs (appartenenza sindacale, note individuali, ecc). Inoltre, pur in presenza di un accordo di ‘appalto’ tra ‘bad company’ e Alitalia-Cai, quest’ultima ha ignorato la situazione difficilissima di chi senza stipendio da mesi aveva bisogno della documentazione per poter ricevere i soldi dall’Inps, ‘non mostrando particolare cura’ nell’espletamento delle funzioni previste dall’accordo.

Su questo specifico argomento, cioè se i ritardi siano stati recuperati, ha spiegato il Commissario: “Assolutamente sì, dato che non si trattava di ritardi stravolgenti. E noi comunque ci siamo adoperati per limitare i disagi: per la parte di dipendenti che non ha percepito la cassa integrazione, per esempio, ci siamo adoperati per far si che una banca concedesse un finanziamento gratis per 2.500 euro”.

Il provvedimento di ‘copertura’ è stato preso dalla regione Lazio, dopo due mesi di totale mancanza di entrate per il personale espulso dal mondo del lavoro. Esseri umani che non solo si sono trovati senza futuro da un giorno all’altro, ma anche riimasti senza un euro di entrate. Non si trattava di ritardi “stravolgenti”?

Fantozzi ha reso noto che “per quanto attiene alle attività Cargo la vendita è alle battute finali. Entro la settimana prossima sarà firmato il contratto con Alis, la società di Alcide Leali. E’ una operazione molto buona, anche perché un certo numero di lavoratori sarà assorbito da Alis e c’è grande soddisfazione nell’intera area di Malpensa”. La società è stata venduta a 14,5 milioni di euro.

Interessante, se non preoccupante, il racconto del Commissario sulla vendita degli aerei rimasti di proprietà della ‘vecchia Alitalia’. Si tratta di 46 velivoli. Ha detto Fantozzi: “Abbiamo già avuto diverse manifestazioni di interesse, ma restano dei seri problemi legati alla documentazione che serve per la vendita. Ogni ‘macchina’ ha una sua storia delle manutenzioni e dei tagliandi eseguiti che serve ai compratori per valutare lo stato dell’aeromobile e fare dunque il prezzo. Ma questa documentazione, che per ogni aereo equivale a decine di scatoloni, deve essere resa disponibile dal personale di Alitalia-Cai. Bisogna dunque coordinare i loro dipendenti e quelli eventualmente richiamati dalla cassa integrazione per raccogliere e riordinare tutta la documentazione. Solo loro hanno le competenze per farlo. E bisogna farlo in fretta”.

Insomma, anche in questo caso Alitalia-Cai potrebbe essere in possesso di una documentazione della ‘bad company’. Perchè ne è in possesso? O, invece, si tratta solo di cercare qualcuno che recuperi degli scatoloni, li trasporti e li classifichi? Con ottomila persone in cigs non si riesce a farlo?

Sulle due società di manutenzione il Commissario ha dichiarato: “Partiamo da Atitech. I sindacati si stanno agitando eccessivamente. E’ una mia esigenza rispettare i patti con loro, ma è anche mio dovere trovare dei compratori, che al momento non ci sono. Sosteniamo quotidianamente dei costi e c’è l’esigenza di chiudere il dossier in tempi brevissimi. Ma se faccio un bando e non si presenta nessuno, mi toccherà procedere poi alla liquidazione, e penso che sia una soluzione che nessuno vuole. Ribadisco: per me è soprattutto un impegno sociale visto che il ricavato non sarà grande. Il mio scopo è di trovare dei compratori prima di avviare tecnicamente la vendita. Diverso per Ams: c’è un’offerta da parte di una compagnia americana”.

Per Atitech e Ams il segretario di Filt Cgil, Mauro Rossi, ha dichiarato il 3 marzo: “Il Commissario Fantozzi interrompa l’avvio delle procedure di vendita delle partecipazioni di Atitech ed Ams, in virtù dell’accordo di Palazzo Chigi che impegna le parti ed il Governo, quindi anche il Ministero dello Sviluppo Economico, rispetto al futuro delle società. E’ necessario ed urgente tornare proprio a Palazzo Chigi e chiedere al sottosegretario Letta il rispetto degli impegni presi che prevedono un ruolo in Atitech e Ams di Finmeccanica e Fintecna oltre che di Cai”.

Infine, sulla vicenda che riguarda obbligazionisti e azionisti, Fantozzi ha spiegato: “Una volta che risolveremo il problema degli aerei saranno le priorità. Ma bisogna distinguere: gli obbligazionisti sono creditori e si sono già insinuati nel passivo, gli azionisti si sono assunti un rischio e si trovano in una posizione diversa. C’è poi una terza categoria, quella degli azionisti o obbligazionisti che avevano un rapporto da dipendente con Alitalia e in quest’ultimo caso toccherà al giudice decidere come agire. Ad ogni modo, è noto, c’è la possibilità di indennizzo che sarà determinato con decreto del ministro dell’Economia. Le obbligazioni sono pari a 700 milioni, di cui 400 milioni del Tesoro. Poi ci sono le azioni. Non penso che potranno essere soddisfatti tutti”.

Con questa notizia il quadro sulla liquidazione della ‘bad company’ si conclude. Però il Commissario ha risposto ad un’ultima domanda di carattere generale. Dopo aver comunicato di ritenere l’offerta di Air France-Klm (sostenuta dal governo Prodi) preferibile alla soluzione Cai (voluta da Berlusconi), Fantozzi ha ‘esternato’ sul futuro di Alitalia-Cai.

Per i voli con pochi passeggeri il Commissario pensa sia “una sofferenza transitoria. C’è ancora una certa diffidenza italiana verso la vicenda Alitalia, ma sono sicuro che rientrerà”, mentre sul monopolio della ‘cordata ex patriottica’ nei voli nazionali e sulla norma di sospensione delle leggi antitrust: “Penso che si possa anche eliminare. Alitalia-Cai non ha bisogno di tale decreto, e può marciare competitivamente da sola. Non ci sarebbero pregiudizi per la compagnia, ne sono sicuro”. Fantozzi ha fiducia perchè nel futuro “Lufthansa sicuramente farà concorrenza a Cai, ma non riuscirà a rappresentare un vero pericolo”.

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Commenti (1) »

  • DaciaForceOne ha detto:

    Alitalia, c’è azionista e azionista
    Quali “azioni” intraprendere per un legittimo ed equo rimborso delle “azioni”? Un ricorso alle class action organizzate dalle associazioni dei consumatori? Un’istanza al Tribunale fallimentare? Oppure nessuna formale richiesta, nella speranzosa attesa di una riconversione in titoli della “nuova” Alitalia ovvero di un tacito e presumibilmente misero indennizzo dopo l’annunciata data del 31 Maggio p.v.?
    Insomma, un gran pasticcio quello in cui sono incappati gli azionisti Alitalia e ancor di più quello degli azionisti-dipendenti della Compagnia aerea di bandiera.
    Ricordo, a beneficio dei lettori, che sia i cittadini risparmiatori, sia i dipendenti (attuali ed ex) rischiano di vedere cancellati, rispettivamente, investimenti e compensi.
    In particolare, i dipendenti e possessori di azioni si sentono oggi ingannati e imbrogliati nella triplice veste di contribuenti, dipendenti e azionisti.

    “Sul futuro di Alitalia c’è una certezza: gli azionisti, i piccoli risparmiatori saranno tutelati”; queste, più o meno testuali, le dichiarazioni di qualche mese fa di Silvio Berlusconi e di Giulio Tremonti; e queste affermazioni suonavano ancor più rassicuranti per coloro che i titoli non li avevano acquistati ma ricevuti dall’azienda a titolo di compenso per i sacrifici salariali e normativi.
    Debbo aggiungere che a causa del vincolo sulla vendita dei titoli, del loro successivo accorpamento numerico (una azione ogni trenta delle originarie), del susseguente deprezzamento, in altre parole dei diabolici meccanismi finanziari, per lo più sconosciuti ad investitori non abituali, i dipendenti-possessori di azioni Alitalia si sentono oggi traditi e truffati dai Governanti e dalla stessa Compagnia; quale delle due? Beh quella che risponde al nome di Alitalia, è ovvio.
    Desidero sottolineare che questa tipologia di “investitore” deve essere distinta dalla figura dell’azionista tradizionale che, pur legittimamente e rispettabilmente, investe e specula in borsa.
    E così, a seguito dell’uscita di Alitalia dalla Borsa e della revoca delle relative azioni, chiedo al Governo, al Ministro dell’Economia, al Commissario Fantozzi ed all’A.D. Sabelli: che fine ha fatto la tutela, più volte espressa e promessa, dei piccoli azionisti Alitalia, particolarmente dei dipendenti-azionisti i quali non divennero possessori dei titoli per scelta ma per imposizione?
    Virgilio Conti

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