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Alitalia: anche per gli investitori abbandonati ci vogliono soldi veri

Autore: . Data: giovedì, 19 marzo 2009Commenti (0)

alitalia2Adiconsum sta raccogliendo le deleghe per partecipare all’Assemblea degli obbligazionisti Alitalia
Paolo Landi, presidente di Adiconsum ha dichiarato: “Anche i risparmiatori Alitalia chiedono soldi veri e ricordano al ministro Tremonti e al presidente del Consiglio, Berlusconi, di rispettare l’impegno “nessun risparmiatore ci rimetterà un euro””

In un comunicato dell’associazione dei consumatori si legge: “Sono circa 40mila gli obbligazionisti, ed un numero maggiore, gli azionisti privati coinvolti nella vicenda Alitalia, per un totale complessivo di circa 600 milioni di euro, di cui metà in obbligazioni e metà in azioni.Il 20 aprile è convocata, presso l’Auditorium Massimo di Roma per le ore 11.00, l’Assemblea degli obbligazionisti Alitalia, per valutare lo stato di avanzamento della procedura di amministrazione straordinaria, le possibilità di recupero del credito, le eventuali iniziative giudiziarie per recuperare il risparmio investito.Occorre, però, evitare facili illusioni”.

Adiconsum, assicurando la sua partecipazione  invita gli obbligazionisti, che non potranno essere presenti, a rilasciare la delega per essere comunque rappresentati nell’assemblea e partecipare alle decisioni.

Il comunicato continua: “La vecchia Alitalia è “una scatola vuota” a cui sono state trasferite tutte le passività: 2,2 miliardi di debiti, più i dipendenti in cassa integrazione, ecc..È difficile, quindi, sperare che i risparmiatori possano recuperare dall’ammissione al passivo un qualche risultato, poiché come è noto, prima degli obbligazionisti (creditori chirografari) ci sono i creditori privilegiati (tasse, INPS, retribuzioni, ipoteche, ecc.). Ulteriore illusione che occorre sgomberare è il c.d. Fondo dei conti dormienti finalizzato ad indennizzare i risparmiatori coinvolti nei crack finanziari. Un fondo che si ipotizza essere dotato di un capitale di circa 2 miliardi, a cui però si contrappongono oltre 40 miliardi che sarebbero necessari per indennizzare Argentina, Cirio, Parmalat, Giacomelli e infine Alitalia. Allo stesso Fondo, inoltre, vengono caricati anche i costi della social card. Anche in questo caso ipotizzare risarcimenti dal Fondo è scarsamente probabile. Alcuni hanno proposto un discorso di azione collettiva, ma questo strumento oltre non essere operativo sarebbe tuttavia inefficace poiché rivolto a chiedere un risarcimento ad una scatola vuota”.

Per l’associazione è necessario insistere “nei confronti del Governo, affinché gli impegni espliciti e ripetuti del Presidente del Consiglio e del Ministro dell’economia di salvaguardare TUTTI i risparmiatori siano rispettati. Alitalia, benché società per azioni, è da sempre considerata un’azienda pubblica e, per i cittadini, è lo Stato ad essere inadempiente nei confronti dei risparmiatori-obbligazionisti. La stessa Consob, attraverso il Presidente Cardia, ha chiaramente proposto di risarcire gli azionisti ed obbligazionisti dell’ex Alitalia danneggiati dopo la sospensione e la revoca dei titoli dalla Borsa. Inoltre in assenza di un risarcimento nei confronti degli obbligazionisti e azionisti saranno inevitabili cause sulla non trasparenza dell’operazione Alitalia, relativi alla valutazione del patrimonio, al conflitto di interessi, alla responsabilità delle amministrazioni, ecc..”.

Al termine del documento Adiconsum rivolge un appello al governo “perché valuti adeguate forme di risarcimento (già da Adiconsum richieste in data 6 febbraio 2009) e poi ai risparmiatori “perché partecipino all’Assemblea del 20 aprile p.v. per valutare il da farsi”.

L’associazione invita, infine, chi non potrà partecipare a “delegare Adiconsum a rappresentarli nell’Assemblea degli obbligazionisti”. Sul Web sarà possibile aggiornarsi.

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