Un’altra domenica di ordinaria Alitalia in Tv
Alitalia è diventato un argomento di moda, almeno per i programmi della domenica. Ma non si parla dei lavoratori, ma dei Grande Fratello.
Come ormai accade spesso la domenica diventa occasione per continuare a parlare di Alitalia. Mentre la nuova Compagnia sembra non aver ancora deciso se riconoscere l’esenzione dal lavoro notturno, i passeggeri imbarcati sono in forte calo e il malessere del pesonale rimane alto, i media ritengono di dover trattare l’argomento partendo dal Grande Fratello.
Ieri su Canale 5 è ricominciato il tormentone sull’assistente di volo Daniela Martani, ormai trasformata in nel nuovo simbolo della categoria dei ‘fannulloni’. Nel pomeriggio in un dibattito con ospiti eterogenei, da un sindacalista di Sdl, organzzazione rimasta unica rappresentante del ‘fronte del no’ ad alcuni ex abitanti della casa, fino allo psichiatra Meluzzi. si è mescolato tutto e ne è venuto fuori il tradizionale frullato.
Poche ore prima, in altro programma, il presidente di Alitalia-Cai, Roberto Colaninno aveva risposto alle domande di Lucia Annunziata e sul caso della ragazza era stato chiaro: “Abbiamo dato istruzioni all’ufficio personale di trattare questa vicenda in maniera molto severa ed intransingente. Di questa vicenda, comunque, abbiamo parlato fin troppo”.
In una confusione tra cassa integrazione, licenziamento e dimissioni, Martani, per il solo fatto di essere donna e neoassunta dovrebbe dimettersi. Il fatto appare singolare, perchè non risulta sia mai successo ad altri concorrenti, in tutte le passate edizioni, di aver dovuto lasciare il lavoro per partecipare ad un reality. Nella casa, per altro, quest’anno c’è un non vedente, Jerry Longo, impiegato di Enac, che non risulta essersi licenziato per poter comparire in tv.
Così non si comprende perchè Martani non possa prendersi il suo momento di ‘gloria’ e ritornare alla routine di sempre sugli aerei. Secondo alcuni ‘opinionisti’ dovrebbe rinunciare al posto di lavoro ed il motivo andrebbe ricercato nell’attiva partecipazione alle proteste contro Cai e nela conseguente “sensibilità sociale”. Per “coerenza”, pensano i maître à penser del piccolo schermo, la decisione di lasciare la Compagnia per consentire ad un altro di essere assunto non avrebbe alternativa.
La domanda è: se fosse un uomo la questione sarebbe stata posta nello stesso modo?
Nel suo intervento il sindacalista ha ripetuto di non voler nè criticare, nè concordare sulle scelte di Martani, ricordando le migliaia di lavoratori in cassa integrazione e senza sostegno economico, poichè ancora non hanno ricevuto nulla dall’Inps. Eppure la questione si configura in altro modo e l’intero affaire Martani sembra piuttosto un’invenzione felice degli autori del programma per ottenere audience.
La svolta ‘sociale’ dei reality di quest’anno, inaugrata dall’Isola dei Famosi, richiede ‘casi’ speciali. E la scelta epica tra il decidere tra tv e Alitalia sembra il finale di un improbabile dramma, nel quale ovviamente si spera che ‘vinca’ la tv. La Martani, indipendentemente dalla proprie consapevolezze, è finita in un sistema che non tiene conto delle persone, riproducendo modelli standard. Il modello standard dell’hostess Alitalia è quello di chi vuole tutto e non è disposta a conceder nulla, vuole stare in tv e conservare il lavoro. E l’indurre nel pubblico stimoli critici è motivo di forza del programma.
La vicenda Alitalia, in larga misura condizionata dai media, si sta riproducendo negli attacchi alla concorrente del Gf, consolidando l’immagine di una categoria di persone che è utile quando convoglia i sentimenti di sdegno dei cittadini. Forse er questo la ragazza è lì e forse per questo, quale che sia il finale, assumerà i contorni dell’antipatico, col rischio di trascinarla in una gogna senza soluzione di continitÃ
Aspettando di capire se Alitalia-Cai, volendo mostrare ai lavoratori il suo efficientismo deciderà di licenziarla, a costo di dare un’immagine di severità inopportuna, nella domenica di ‘normale Alitalia’ è interessante una cosa detta da Coaninno a Raitre.
“Io rappresento una società – ha detto l’imprenditore – che ha deciso insieme ad altri di intervenire su sollecitazione di Intesa Sanpaolo. Ai tempi della campagna elettorale io non c’ero e non credo ci fossero neanche gli altri azionisti. Non credo ci fosse una cordata perchè la cordata nasce dopo la proposta di Intesa Sanpaolo che ha sollecitato cordata sulla base di un piano molto specifico su una serie di iniziative e vincoli, tra cui il partner industriale, che potessero garantire successo operazione”.
In questo Colaninno smentirebbe il premier, Silvio Berlsconi, che durante la campagna elettorale dichiarava altro.


Lascia un commento