Tutti in fila per qualche posto in Rai
Dopo la nomina dei consiglieri di amministrazione comincia una settimana importante il completamento della lottizzazione Rai.
La comissione di vigilanza dovrà eleggere i nuovo Presidente dell’azienda, che la legge prevede nominato dai due tersi dei componenti dell’organismo parlamentare, imponendo quindi un accordo tra maggioranza ed opposizione.
Per oggi e domani (in seconda convocazione) è fissata l’assemblea dei soci Rai che dovrà formalizzare la nomina dei sette consiglieri indicati dalla Vigilanza (per la maggioranza Giovanna Bianchi Clerici, Alessio Gorla, Guglielmo Rositani e Antonio Verro; per l’opposizione Rodolfo De Laurentiis, Nino Rizzo Nervo, Giorgio Van Straten) e consentire all’azionista di maggioranza, il ministero dell’Economia, di indicare il consigliere mancante e il presidente, come prevede la normativa.
Dovrebbe essere riconfermato dal ministero Angelo Maria Petroni, mentre poco si sa sulla proposta per il Presidente.
L’attuale capo del cda, Claudio Petruccioli, è sostenuto da una parte del Pd, ma non lo era dall’ex segretario Walter Veltroni che nell’ultimo giorno da leader impose Giorgio Van Straten, preferendolo al consigliere uscente Carlo Rognoni, in una una riunione di partito definita da alcun molto accesa.
Nei giorni scorsi era circolata anche una rosa di nomi, tutti rgorosamente ignari di televisione: Giuliano Amato, Andrea Manzella e Sergio Mattarella. Amato nel frattempo è diventato presidente della Treccani, per cui dovrebbe essere fuori goco.
Se si riuscirà a trovare un accordo (ma cosa ne pensa il neosegretario del Pd, Franceschini?) alla fine della settimana il nuovo cda potrebbe essere in grado di riunirsi e cominciare a pensare al nuovo direttore generale. Per quella poltrona si parla Mauro Masi, attuale segretario generale di Palazzo Chigi. Superfluo aggiungere che il possibile nuovo superdirigente della Rai non si è mai occupato di radio-televisone e mai ha gestito una grande impresa di produzione di informazione.
Intanto la Corte Costituzionale potrebbe espimersi nei prossimi giorni sul conflitto di attribuzione sollevato dalla Vigilanza nella scorsa legislatura contro il ministero dell’Economia in merito alla revoca del consigliere Petroni: una decisione che potrebbe mettere in discussione, ‘a contrario’, il meccanismo di nomina dei consiglieri Rai previsto dalla legge, che dà al governo un ruolo preponderante nel determinare la maggioranza nel cda.
Poi sarà la volta di direttori di Tg, di rete, dei capostruttura, giù giù si spera non fino agli autisti.
Stefano Pedica, dell’Italia dei valori ha reso noto che “mercoledì 18 febbraio è morta la Radiotelevisione italiana. E’ stato indicato un Cda Rai con ottiche di mera spartizione politica delle poltrone, senza nessun riguardo alla professionalità dei suoi membri e alla salvaguardia della libera informazione. Il Consiglio di amministrazione della Rai è composto da ex parlamentari, per lo più trombati, amici di ombrellone, ed ex Fininvest. Idv, insieme probabilmente al Presidente Di Pietro, sarà martedì davanti alla sede Rai per protestare contro i soliti inciuci, le solite spartizioni, le solite divisioni di affari dentro e fuori dalla Rai, a discapito sempre dei contribuenti”.
Il comunicato dell’Iv conclude: “Nel corso della manifestazione verrà esposto uno striscione con i nomi, le foto e le appartenenze politiche dei componenti del nuovo CDA Rai, per informare correttamente i cittadini su tutto ciò che di nefasto accade e di cui non possono essere informati e per dare a tutti la possibilità di conoscere per deliberare”.


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