Trenitalia e la FrecciaRotta
Venerdì clamoroso guasto: un treno partito dalla Centrale di Milano vi ha fatto ritorno dopo quattro ore. Ieri sciopero del personale dei treni a lunga percorrenza
La Frecciarossa è regolarmente partita da Milano alle 11.30, venerdì mattina, direzione Roma. Poco prima di Parma, lo stop. E’ iniziata la consueta girandola di annunci sul ritardo di “dieci”, “venti”, “trenta” minuti.
Finchè, a tutta velocità, il convoglio ha imboccato la strada del dietrofront per fare ritorno a Milano quattro ore dopo la partenza.
Tra i passeggeri inferociti c’è chi ha voluto precisare che il personale a bordo è stato molto gentile e si è adoperato al meglio nella situazione di emergenza.
“Ma come può esistere una simile organizzazione? – si è domandato Renato Amoroso, giudice di pace a Monza, sfortunatamente su quel convoglio – perché un guasto può accadere: la cosa folle è che non esista un piano organizzato per porvi rimedio”.
Le Ferrovie dello Stato, per bocca del funzionario Marco Mancini, hanno provato a scusarsi pur invitando i cittadini “a non usare un episodio, per quanto grave come questo, per minare la credibilità di un sistema che sta mostrando la sua grande puntualità”.
Il treno ha fatto ritorno a Milano perché, ha osservato il funzionario, con il locomotore diretto verso Roma guasto, utilizzando quello posto in senso contrario avrebbe potuto rientrare ad elevata velocità, mentre verso la Capitale avrebbe dovuto procedere a 20 km all’ora: “Abbiamo dovuto scegliere il male minore”. Senonchè ci sono volute ore di attesa prima che chi di dovere mettesse in atto il “male minore”.
Ma c’è dell’altro. Le rappresentanze sindacali dei ferrovieri dei treni a lunga percorrenza, infatti, avevano indetto uno sciopero dalle 9 alle 17 di ieri. Gli organi di informazione lo hanno appreso da fonti sindacali sorprese del fatto che Trenitalia non avesse comunicato l’agitazione ai clienti.
Con ogni probabilità, prevedendo un flop della protesta, l’azienda ha preferito non spargere allarmismi, rischiando sul fronte dei possibili disagi ma puntando a non offuscare ulteriormente l’immagine dell’Alta velocità nostrana.
Mossa forse dallo stesso intento, il giorno di Ferragosto di quest’anno Trenitalia aveva licenziato un macchinista (Dante De Angelis, che tra l’altro ricopriva il ruolo di Responsabile per i Lavoratori alla Sicurezza) reo di aver posto in cattiva luce l’azienda in seguito alla denuncia dei ripetuti incidenti e guasti sui convogli Etr.
De Angelis era già stato licenziato una prima volta, e in seguito riammesso al lavoro dopo la sentenza di un pretore. L’Assemblea nazionale dei ferrovieri, proprio per mantenere alta l’attenzione sul caso del macchinista, ha proclamato un nuovo sciopero nazionale di 24 ore per il 14 marzo. Lo sciopero, informa una nota, avrà inizio alle 21 del 14 e finirà alle 21 del 15.
“Si tratta – hanno spiegato i delegati Rsu-Rls dell’Assemblea Nazionale – di un’azione necessaria dopo le chiusure dell’azienda e le irricevibili proposte con le quali si chiedeva un’assurda abiura da parte nostro compagno di lavoro, che aveva solo espresso dovute preoccupazioni a seguito dei ripetuti incidenti e guasti sugli Etr”.


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