Statali e tute blu scioperano insieme
Accadrà venerdì 13 febbraio, con tre cortei che attraverseranno Roma. Per denunciare gli effetti devastanti della crisi economica sulla vita quotidiana dei cittadini
“La dignità del lavoro è un bene pubblico”: questo lo slogan che accomunerà, venerdì prossimo, i lavoratori del pubblico impiego e le tute blu aderenti alla Cgil. Insieme sciopereranno e daranno vita a tre cortei per le strade di Roma.
Inquietanti i dati che stanno alla base della scelta di incrociare le braccia, snocciolati dal segretario della Fiom Gianni Rinaldini: “Nel 2008 – ha spiegato – la cassintegrazione nel settore metalmeccanico è cresciuta del mille per cento, rispetto alla crescita del 525 per cento generale. Presto negli stabilimenti le famose 56 settimane di utilizzo massimo della Cig saranno bruciate, e i lavoratori rischieranno di andare a casa come è successo per i 5 mila della Fiat”.
In più, ha aggiunto, “non è vero che la ‘Cassa’ copre l’80 per cento degli stipendi: la retribuzione reale oscilla tra il 50 e il 60 per cento, con una perdita netta in tre mesi di circa 2000-2.500 euro”. In particolare il settore auto “nei prossimi mesi sarà caratterizzato da un massimo di due settimane di lavoro al mese”.
Non va meglio nel pubblico impiego: secondo il segretario della Funzione pubblica Carlo Podda, i lavoratori precari degli uffici amministrativi dello Stato saranno “70 mila a luglio, 120 mila nel 2010 e diventeranno 200 mila nel 2011”.
Peraltro l’intesa sulla riforma del modello contrattuale siglata qualche settimana fa tra Governo e parti sociali senza la Cgil è considerata dalla Funzione pubblica come “illegittima fino a che non sarà sottoposta a una validazione dei lavoratori”.
Riguardo agli altri problemi specifici del suo settore, Podda ha sottolineato che “dobbiamo chiudere ancora il contratto sul biennio precedente e per questo le nuove regole non valgono. Non do per scontato che faremo una piattaforma separata: proporrò a Cisl e Uil di fare una piattaforma unitaria che non tiene conto dell’accordo poi vedremo la risposta e se saremo costretti a fare un accordo separato”.
Secondo Rinaldini “un accordo separato sulla riforma dei contratti è inconcepibile anche perché è destinato a far crescere le tensioni sociali”. Cosa che sta puntualmente avvenendo.
Ma al di là della scelta sindacale di rispondere alla violenza della crisi con uno sciopero, l’iniziativa del 13 febbraio rappresenta una novità rispetto al passato perché vede affiancate due categorie tradizionalmente “distanti” come la Fiom e la Funzione pubblica.
Se in passato anche le tute blu sindacalizzate erano propense a guardare con diffidenza gli “statali”, in questi mesi hanno trovato un avversario comune, ancorché agguerrito: vale a dire il governo Berlusconi, che non si fa scrupoli a mettere in cattiva luce il dipendente-tipo dello Stato, proprio mentre sembra abbandonare al loro destino i lavoratori del settore privato in balia delle ristrutturazioni.


Lascia un commento