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Sinti e rom sono perseguitati

Autore: barbera. Data: lunedì, 16 febbraio 2009Commenti (0)

Nazzareno Guarnieri, presidente della Federazione rom e sinti, in riferimento allo stupro della quattordicenne romana ha inviato una una lettera a Gianni Alemanno.

rom-sintiGuarnieri si chiede se è Possibile che “per lei, sindaco di Roma, ogni tipo di criminalità che accade a Roma è sempre riconducibile a rom e sinti? Ormai questi sono diventati dei capri espiatori”.

Guarnieri critica le affermazioni di Alemanno sul fatto che i due stupratori sarebbero rom perché hanno la carnagione scura. Critica anche l’ipotesi avanzata sulla stabilizzazione dei campi nomadi entro l’anno. “Ci chiediamo per farne cosa? Lei è consapevole che finché la scelta politica sarà il travaso dei campi nomadi non cambierà nulla, semmai si aggraverà?”.

Guarnieri ricorda di aver presentato al sindaco di Roma un progetto a costo zero per lo smantellamento dei campi nomadi per favorire l’integrazione: “i campi nomadi devono essere subito smantellati e subito impegnate le risorse destinate a questa disastrosa scelta per fare una adeguata politica abitativa, costruire case anche per Rom e Sinti”, utilizzando magari le risorse destinate per gli stessi campi. Ma non solo – prosegue Guarnieri – “lei non ha mai risposto alla nostra richiesta di collaborazione gratuita per migliorare le condizione di vita di Rom e Sinti a Roma, e questo ci porta ancora a credere che Rom e Sinti sono un capro espiatorio perfetto per la ricerca del consenso e per mettere in atto solo politiche clientelari e di assistenzialismo culturale per Rom e Sinti”.

Subito dopo l’episodio di violenza delle Caffarella, il sindaco Alemanno ha dichiarato: “I campi rom vanno fortemente regolamentati. Ce ne sono pochi a norma. Bisogna uscire dalla zona grigia fra legalità e illegalità. Questa è la strada che dobbiamo perseguire e che, peraltro, avevamo già deciso da tempo. Da domani cominceranno gli sgomberi di molte baraccopoli abusive. L’obiettivo è avere pochi campi regolari e ben controllati in modo tale che la gente non abbia paura”.

Alemanno ha precisato che “nessuno vuole criminalizzare questo o quel gruppo etnico. Dobbiamo però intervenire su queste condizioni di degrado, perchè dal degrado nasce l’insicurezza”.

Peccato che le parole di Guarnieri pongano domande senza risposta. Che relazione esiste tra lo smantellamento immediato degli accampamenti dei romanì e le violenze? La superficialità con la quale si confondono rom e sinti e ‘stranieri’ si spera non sia riconducibile ad una facile propaganda, attraverso la quale cercare consenso senza curarsi delle ricadute razziste che stanno semprè escludento un popolo per altro in grandissima parte di nazionalità italiana.

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