Pericolo per il diritto di informazione
Le nuove misure volute dal ministro della Giustizia Alfano nei confronti della stampa sulla questione intercettazioni sono una limitazione della libertà . Lo sostiene Natale, presidente della Fnsi.
Il presidente della Federazione nazionale della Stampa, Roberto Natale, ha dichiarato: “La minaccia del carcere per i giornalisti è venuta meno, ma la sostanza non cambia: anche dopo gli emendamenti presentati dal governo, il disegno di legge Alfano sulle intercettazioni resta un testo estremamente pericoloso per il nostro diritto-dovere di informare”.
Natale ha aggiunto: “Non solo perchè le sanzioni rimangono comunque pesanti: diecimila euro di ammenda massima per il singolo cronista, che diventano però quasi cinquecentomila per l’editore che ospiti il pezzo; con l’ovvia conseguenza – giustamente denunciata dalla Fieg – che i proprietari dei giornali sarebbero indotti ad intervenire sui contenuti, violando le prerogative dei direttori ed attuando quella ‘censura preventiva’ contro la quale ha messo in guardia il Presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick”
Il presidente della Fsni, concludendo ha sostenuto: “Il disegno di legge si conferma incompatibile con il diritto ad informare e ad essere informati perchè il governo ha scelto di non modificare la scelta di fondo: quella di impedire la cronaca giudiziaria, vietando la pubblicazione (“anche parziale, o per riassunto o nel contenuto”, e “anche se non sussiste più il segreto”) degli atti di indagine fino al termine dell’udienza preliminare. E’ qui l’attacco piu’ grave, dissimulato sotto gli insistenti richiami alla riservatezza. La privacy è diritto caro anche a noi giornalisti, ed abbiamo dato piena disponibilità a rendere più incisive, se necessario, le norme di autoregolamentazione per salvaguardarla”.


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