Pericoli per la libertà di stampa
La commissione Giustizia della Camera ha approvato le prime norme del disegno di legge governativo sulle intercettazioni. Dopo una riunione di sei ore, i deputati hanno votato i 18 articoli del testo.
Adesso il provvedimento passerà all’esame delle altre commissioni competenti per i pareri per poi passare al voto. Secondo il calendario della Camera, il ddl approderà in assemblea lunedi’ prossimo, 23 febbraio, per poi essere rinviato all’inizio di marzo, quando l’esame potrà procedere con tempi contingentati.
Via libera dalla commissione a due emendamenti al ddl, entrambi del Pdl, che introducono una nuova figura di reato, quella della pubblicazione di intercettazioni per le quali “sia stata ordinata la distruzione”.
Per questa nuova fattispecie di reato (finora punita con una multa), si prevede il carcere da uno a tre anni. La stessa sanzione è stabilita per la pubblicazione di intercettazioni “espunte”, perché riguardanti terzi estranei alle indagini e “irrilevanti”. Gli editori che pubblicheranno atti o intercettazioni in divieto degli obblighi di legge saranno passibili di una multa fino a circa 370mila euro.
Sarà vietata anche la pubblicazione di nomi o immagini di magistrati “relativamente ai procedimenti e processi penali a loro affidati”, fatto salvo il caso in cui l’immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca.
“L’obiettivo – spiega Sisto che lo ha proposto – è quello di far sì che il giudice abbia il volto del suo provvedimento e non viceversa. Sono molto soddisfatto che sia stata approvata questa modifica”.
Un altro attacco alla libertà di informazione, in un crescendo che preoccupa sulla reale possibilità che i media italiani in futuro possano correttamente informare sulla cronaca.


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