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Migliaia di piccoli migranti soli da aiutare

Autore: . Data: venerdì, 20 febbraio 2009Commenti (0)

Save the Children ha presentato il ‘Dossier sulle condizioni di vita dei minori migranti in Italia’ e nello stesso tempo aperto’ a Roma CivicoZero”, un centro diurno creato per accogliere i giovani ragazzi stranieri.
bambinoNel 2008 sono stati 7.797 i minori stranieri non accompagnati arrivati in Italia . Arrivavano dal Marocco (15,29 per cento), Egitto (13,75), Albania (12,49), Palestina (9,47) ed Afghanistan (8,48). Più esiguo il numero di ragazzi eitrei (4,99), nigeriani (4,14), somali (3,90), serbi (3,76) e iracheni (3,68). Comunque gli adolsecenti soli giunti in Italia erano di 78 diverse nazionalità. Nel 90,46 per cento maschi, con un’età compresa tra i 16 ed i 17 anni.

Claudio Tesauro, Presidente di Save The Children Italia ha detto: “Riteniamo che il dato d’insieme, tuttavia, sia profondamente sottostimato perchè in esso non sono inclusi i minori neocomunitari, i richiedenti asilo, le vittime di tratta oltre, naturalmente, a quelli che non sono mai entrati in contatto con il sistema istituzionale di accoglienza. A conferma di ciò, basti pensare che i minori rumeni, che attualmente non sono inclusi nei poco meno di 7.800, in quanto neocomunitari, ha costituito sempre una percentuale importante del totale degli arrivi nel nostro paese e in particolare nel 2006, ultimo anno in cui sono stati conteggiati, rappresentavano ben il 33,5 per cento”.

I minori migranti sono presenti e ricevono assistenza principalmente nelle grandi città italiane, ma negli ultimi tempi anche quelle di medie dimensioni  hanno registrato un incremento nel numero dei minori accolti. Le principali regioni di arrivo dei minori stranieri non accompagnati sono state la Sicilia (34,4 per cento), Lombardia (14,3), Emilia Romagna (8,5) e Piemonte (8,2).

Da sottolineare il rapporto tra Paese di provenienza ed area geografica di destinazione, che conferma l’importanza delle ”catene migratorie”, ovvero il ruolo della rete dei parenti e dei connazionali che funge da ponte tra l’Italia ed il paese di provenienza dei minori.

Negli ultimi anni, i minori rumeni risultavano presenti soprattutto in Lazio ed in Friuli Venezia Giulia, quelli albanesi in Emilia Romagna, Toscana, Friuli Venezia Giulia e Puglia, i marocchini in Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna e gli afgani soprattutto nelle Marche e nel Lazio.

I ragazzi provenienti dall’Africa arrivano soprattutto a Lampedusa e in seguito alla collocazione in comunità alloggio molti si disperdono sul territorio. Save The Children rleva che nel solo comune di Roma sono stati 1.152 i minori stranieri e richiedenti asilo accolti nel 2007 .

Laura Lagi, responsabile del progetto ‘CivicoZero’ ha aggiunto: ”Nel 2008, benchè non esistano ancora dati dettagliati al riguardo, dal lavoro su strada degli operatori di Save the Children, congiuntamente alle osservazioni delle istituzioni competenti emerge un ulteriore cambiamento di scenario, tutt’ora in atto. Risultano infatti in aumento le richieste di sostegno e accoglienza di minori egiziani e bengalesi, a fronte di una flessione di quelle di ragazzi rumeni e afgani”.

Tutti questi minori sono particolarmente vulnerabili e spesso possono essere coinvolti loro malgrado in fenomeni di sfruttamento e abuso, nonchè inglobati nei circuiti dell’illegalità.

Per Save the Children prevenirne la devianza, supportarli e orientarli è molto importante e sono necessarie forme di intervento innovative, che prevedano un rafforzamento del dialogo inter-istituzionale e con i soggetti privati del no profit e che impieghino, tra l’altro, equipe di strada ed educatori alla pari. Informazioni sanitarie, orientamento sui servizi e le istituzioni destinate all’accoglienza e aiuto dei minori migranti soli, consulenza legale, supporto psicologico e mediazione culturale.

Il progetto ”Orizzonti a Colori” di Save the Children si è occupato di questo, atteaverso una equipe costituita da operatori, educatori alla pari, consulenti legali e etnopsicologi. Tra il 2005 e il 2008, a Roma, sono stati effettuati 3.143 contatti con minori stranieri. A seconda dei casi sono stati accolti e quindi accompagnati presso le forze dell’ordine per il collocamento in luogo sicuro, hanno ricevuto assistenza per procedure di regolarizzazione e connesse alla giustizia minorile, o ancora per il riconoscimento dello status di rifugiato.

Alcune vittime dello sfruttamento della prostituzione sono state condotte presso i servizi sanitari, stabilendo così una relazione di fiducia che ha permesso in alcuni casi la fuoriuscita dal circuito della strada. Contestualmente, sono stati organizzati corsi di formazione per peer educator e per mediatori culturali della Giustizia Minorile, condotte ricerche partecipate con i ragazzi e le ragazze e realizzati laboratori di arte-terapia.

Con il progetto ”CivicoZero”, Save the Children tenta di radicare il proprio intervento per la protezione, il sostegno e la ricerca in favore di minori e neomaggiorenni stranieri in situazioni di marginalità sociale, devianza e sfruttamento nella città di Roma.

Fulcro del’iniziativa e sede delle principali attività sarà il Centro diurno CivicoZero, una struttura semiresidenziale al centro di Roma (in prossimità della Stazione Termini), dotata spazi ricreativi, di servizio, di incontro e consulenza.

Valerio Neri, direttore generale di Save The Children ha sostenuto: ”Questi minori non sono venuti in contatto con la rete di servizi a loro destinati, di cui spesso hanno poche informazioni o verso la quale nutrono sentimenti di sospetto e paura, o non hanno avuto accesso all’iter giuridico di regolarizzazione. Uno degli obiettivi principali è contribuire alla riduzione del numero di ragazzi e ragazze stranieri coinvolti in attività illegali o sfruttati e promuoverne l’integrazione e il reinserimento sociale, rendendo i ragazzi e le ragazze consapevoli dei propri diritti, nonchè rafforzare il coordinamento tra tutti i soggetti attivi nel settore, al fine di garantire una maggiore e più efficace protezione dei minori”.

Le attività del Centro andranno dalla consulenza legale, sanitaria, psicologica all’orientamento alla formazione, ricerca lavoro e sostegno all’inserimento lavorativo, passando per lo sport e la ricreazione e con laboratori artistici, espressivi, informatici. Al contempo, Save the Children continuerà a svolgere attività con la propria unità di strada e ad eseguire accompagni di minori presso i servizi attivi sul territorio.

L’associazione raccomanda che i minori stranieri siano trattati alla pari di tutti gli altri minori e chiede che venga garantito il diritto alla protezione per tutti i minori stranieri che si trovano sul territorio nazionale.

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