Metà degli italiani non ha soldi
Il 50 per cento delle famiglie italiane vive con meno di 1.850 euro al mese, per l’esattezza con meno di 1.847 euro. E’ quanto emerge dall’indagine di Contribuenti.it condotta attraverso ‘Lo Sportello del Contribuente’ nelle principali città italiane.
Leggermente più alto è il reddito medio nel 2008: 2.284 euro al mese, anche se la maggioranza delle famiglie risulta avere un reddito inferiore a questa media. La situazione, secondo Contribuenti.it, è peggiorata rispetto alla stessa indagine sui redditi realizzata l’anno precedente.
Nuclei familiari con 3 o più minori, nuclei monoparentali con figli a carico, anziani soli: sono queste le tipologie di famiglie più in difficoltà in Italia. Territorialmente nessuna sorpresa: le famiglie dell’Italia meridionale e insulare hanno un reddito disponibile inferiore del 31 per cento rispetto a quelle del nord (al primo posto Trento e Bolzano, all’ultimo la Sicilia).
Per quanto riguarda invece le famiglie numerose, le condizioni risultano addirittura peggiorate dal 2007 al 2008: in particolare per le famiglie con tre o più minori il 36,3 per cento nel 2008, rispetto al 31,2 per cento nel 2007, ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà a fine mese.
Il 47,3 per cento di questi nuclei non può affrontare spese inattese (contro il 42,7 nel 2007). Arrivare alla fine del mese è difficile per il 25,9 per cento delle famiglie italiane. Nel 2008 il 21,2 per cento si è trovato in arretrato con il pagamento delle bollette e le rate condominiali e il 18,6 non è riuscito a riscaldare la casa adeguatamente, mentre il 38,4 non sarebbe stato in grado di sostenere una spesa imprevista.
Le famiglie italiane che non hanno avuto i soldi per affrontare delle spese mediche ed i beni di prima necessità sono state il 18,6 per cento, mentre il 24,9 non ha avuto soldi per pagare il fisco.
Vittorio Carlomagno, presidente dell’Associazione Contribuenti Italiani ha detto: “Bisogna subito ridurre drasticamente il peso delle tasse sul 50 per cento delle famiglie. Questo è il principale incentivo di cui l’economia italiana ha bisogno, per riportare serenità e fiducia e rilanciare i consumi”.


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