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L’italiano automatico dei telefonini

Autore: . Data: lunedì, 2 febbraio 2009Commenti (0)

Il saper comunicare con Text on 9 keys ha reso i giovani italiani poco capaci di scrivere ed esprimersi compiutamente. Forse p regresso e non progresso. Un articolo per ‘Tu Inviato’

smsAlighieri, Boccaccio, Petrarca e Manzoni, dite pure addio agli elogi dei vostri posteri. Soggetti, verbi e complementi passano oggi attraverso il T9 (Text on 9 keys).

Metodo di scrittura facilitata per i più sofisticati telefoni mobili, esso suggerisce ai nostri giovani quante doppie contiene una parola.

E poco importa se “qual è” si scrive senza apostrofo, a differenza di “un” davanti al femminile: la digitazione intuitiva è pur sempre figlia dell’innovazione.

Gli Sms (Short Message Service, primi anni ‘90), si fanno portavoce di un italiano “easy and cool”, in cui vocali e dittonghi lasciano il posto alle più sorridenti emoticons. Ebbene sì, centosessanta caratteri per comunicare qualsiasi evento, persino la fine di una storia d’amore.

Ben lontani da scenate in finestra – stile “Giulietta e Romeo”- adolescenti di tutte le età infrangono le regole basilari di sintassi e grammatica. E se le tastiere di un cellulare o di un computer rappresentano l’arma del delitto, il corpo del reato sarà indubbiamente la compianta lingua italiana.

La dantesca Beatrice non scrisse mai “TVB” sul suo telefonino: forse per questo motivo, lo scrittore dovette coltivare un amore meramente idilliaco.
Chissà se Renzo Tramaglino e Lucia Mondella si saranno mai detti “TAT”. Probabilmente no, altrimenti il buon Manzoni, così analitico nella sua narrazione, ce lo avrebbe sicuramente riferito.

Allarme linguistico? Moda multimediale?

Negli ultimi anni gli insegnanti si sono espressi piuttosto negativamente riguardo al fenomeno, rimanendo però in bilico tra critica o sostegno.

Non resta che confidare nel buonsenso dei nostri studenti. Per quanto tempo ancora sapranno scindere l’originale dal derivato? Il dizionario della lingua italiana si estinguerà (come i dinosauri 65 milioni di anni fa) o conterrà nuove espressioni, sempre più ibride?

Ve lo diremo con un messaggino.

Ilaria Greco

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