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Le troppe idee del Partito democratico

Autore: . Data: martedì, 24 febbraio 2009Commenti (0)

La formazione guidata da Franceschini rimane nella palude, tra rotture e discussioni.  Linee multiple sul testamento biologico.

confusioneA sole 48 ore dalla elezione del nuovo segretario si vede come  la riunione dell’Assemblea costituente non solo non abbia risolto nessuno dei problemi, ma che la formazione politica guidata dal neo leader Franceschini stia scivolando nella farsa.

Al momento le posizioni sono almeno tre. La capogruppo al Senato, Anna Finocchiaro, con Luigi Zanda, Nicola Latorre, Fiorenza Bassoli, Franca Chiaromonte, Lionello Cosentino, Leopoldo Di Girolamo, Ignazio Marino e Donatella Poretti hanno presentato un emendamento nel quale si prevede che “nell’ambito del principio dell’autodeterminazione, nel rispetto dell’articolo 32 della Costituzione, è ammessa l’eccezionalità del caso in cui la sospensione di idratazione e nutrizione sia espressamente oggetto della Dat”. L’emendamento prevederebbe comunque una dichiarazione di ‘anticipata volontà’, lasciando di fatto obbligatorio per tutti gli altri il trattamento di idratazione e alimentazione forzata.

Dorina Bianchi, capogruppo Pd in commissione Sanità, contraria ha dichiarato: ”Come relatrice in questa prima fase non ho firmato nessun emendamento relativo a idratazione e nutrizione, cioè sul comma 6 dell’articolo 5. Nel gruppo ci sono posizioni diverse, e quello che ha come prima firmataria Finocchiaro rispecchia la posizione generale”. Insomma, il partito ha un orientamento, ma la parlamentare non lo condivide.

Francesco Rutelli allora ha deciso di rendersi utile ”per cercare di avvicinare le posizioni tra le parti e favorire un accordo tra gli schieramenti”. Secondo alcuni suoi collaboratori ”come senatore, e non come rappresentante di una corrente interna al Pd, Rutelli aveva già votato a favore di 14 delle 15 proposte avanzate nella mozione del Pd, salvo il tema dell’alimentazione e idratazione”.

In una serie di emendamenti, Rutelli propone di portare da tre a cinque anni la validità della dichiarazione del cittadino e stabilisce che ”in caso di mancato rinnovo, e della successiva perdita della capacità di intendere e di volere, il medico curante tiene comunque conto della volontà espressa dal soggetto, fermi restando i principi e i divieti stabiliti dalla presente legge”, e che le ”indicazioni favorevoli o contrarie all’assistenza religiosa” vengono mantenute, ma distinte dalle indicazioni mediche. Su idratazione e nutrizione invece affida al medico ”la decisione finale” attraverso una ”interazione e comune valutazione con il fiduciario e i familiari” sulla loro ”modulazione e somministrazione” .

Anche in questo caso il diritto del cittadino a veder rispettato il proprio volere o la responsabilità dei familiari viene del tutto ignorata e sottoposta ad un incomprensibile iter burocratico.

Laconiche alcune parole di Massimo D’Alema: “Noi stiamo discutendo una legge e speriamo di potere avere una legge civile. L’idea che la legge obblighi il cittadino a subire determinati trattamenti della nutrizione forzata attraverso il sondino o tubi gastrici, l’idea che una persona possa essere obbligata dalla legge a subire trattamenti che non desidera, è un’idea che non ha uguali in nessun Paese civile. E speriamo che possa essere evitata ai cittadini italiani. Si tratta di un principio di libertà che non può essere cancellato da una legge. Vedremo, discuteremo”.

La vicepresidente del Senato Emma Bonino, radicale eletta nelle liste del Pd, ha riassunto la situazione: “Non mi pare che la destra e i teodem abbiano intenzione di aprire o di cambiare opinione sulla questione di fondo, cioè sulla indisponibiltà su idratazione ed alimentazione forzata, non mi pare che ci sia nessuna apertura o voglia di rimettere in discussione la posizione assunta.Se c’è qualche apertura è su fatti marginali rispetto al problema di fondo che vedo ancora oggi (ieri, ndr) su un importante giornale, il ‘Corriere della Sera’, si insiste a dire che era meglio tenersi l’ipocrisia. Secondo Angelo Panebianco era meglio risolvere il divorzio con la sacra rota o lasciare l’aborto clandestino e poi ognuno si arrangiava discretamente? Non riesco a capacitarmi di questa impostazione su un tema che suscita grandi dibattiti, non solo in Italia ma anche in altri paesi che poi hanno trovato delle soluzioni normative”.

Intanto Rossana Dettori, segretaria nazionale Fp Cgil, apre un caso di non piccole dimensioni, perchè impegna una delle articolazioni più importanti della più grande organizzazione dei lavoratori italiana sul tema del testamento biologico, affidando al sindacato un ruolo di evidente ruolo politico.

In una lettera aperta scrive Dettori: “Egregio Prof. Marino, la Fp Cgil è dalla sua parte”. Il senatore Ignazio Marino, del Pd, aveva preannunciato un referendum nel caso passasse la linea governativa sul tema del testamento biologico.

Continua la sindacalista: “Siamo per una legge sul testamento biologico che sia rispettosa della libertà di cura e che difenda il principio di autodeterminazione delle persone. Siamo per una legge che riconosca il diritto delle donne e degli uomini ad indicare cure e trattamenti accettabili. Siamo per una legge che renda obbligatorio il consenso informato e che dia la possibilità di rifiutare interventi terapeutici di accanimento. Siamo per una legge che difenda la laicità dello Stato e che sia ancorata ai principi della libertà, del rispetto, dell’uguaglianza. Siamo per una legge che sancisca il diritto alla cura, non il dovere alle terapie e siamo perchè su temi eticamente sensibili, che riguardano oltretutto la vita e la morte di milioni di persone, la politica, il Parlamento agisca rispettando innanzitutto la volontà dei cittadini e non quella delle gerarchie ecclesiastiche. Egregio Professore – continua la sindacalista – siamo dalla sua parte, contro la proposta di legge della maggioranza e contro le incertezze dell’opposizione. Saremo accanto a Lei ed insieme alle tante donne ed uomini che sceglieranno di opporsi ad una eventuale, sciagurata ed inaccettabile legge che preveda somministrazioni forzate di idratazione ed alimentazione senza consenso”.

Dario Franceschini invece nella giornata di ieri si è incontrato con i funzionari del suo partito. Chi ha partecipato ha definito ‘un saluto sobrio’ l’appuntamento, il tempo di un brindisi e di un brevissimo discorso per esortare tutti “a lavorare insieme”.

Il neo segretario a tempo determinato ha detto: “Vi dò una brutta notizia: il 6 e 7 giugno si vota”. Le parole del nuovo leader forse volevano essere scherzose e Franceschini subito dopo ha aggiunto che non ci saranno ferie per nessuno. Considerando che l’estate è lontana c’è da domandarsi a chi si riferisse.

Franceschini ha fatto anche i complimenti a tutti per come è stata gestita l’emergenza-transizione e organizzata in gran fretta l’assemblea di sabato alla Fiera di Roma. “Tutti dicono che il partito è ancora da fare”, ha sottolineato, “e invece grazie a voi la macchina ha dimostrato di funzionare e di essere vitale”.

L’ottimismo è sempre utile, ma se in quello stesso momento, su un tema centrale che riguarda i diritti civili elementari dei cittadini, un partito è letteralmente allo sbando forse il segretario ha un po’ esagerato. Franceschini, poi, ha tributato un omaggio anche al suo predecessore Walter Veltroni. “Se siamo qua è grazie a lui”, ha detto.

Le prossime ore saranno determinanti per la legge che riguarda il testamento biologico, ma appare chiaro che nessuno dei problemi del Pd è stato risolto e che le distanze abissali tra alcune componenti cattoliche e la variegata e confusa sponda laica del partito sono rimaste inalterate.

Pierluigi Bersani, infatti, ha dichiarato: ”Abbiamo un problema di fondo, dobbiamo rilanciare il nostro progetto. Dobbiamo avere il tempo e il modo di un confronto vero, per questo abbiamo eletto un segretario pro tempore che ci possa portare al congresso. Francamente, potevamo secondo voi in piena crisi economica e in due settimane allestire dei gazebo per scegliere questa o quella persona rinunciando ad un congresso? Non era ragionevole”.

A chi fosse sfuggito: “Abbiamo eletto un segretario pro tempore che ci possa portare al congresso”. Come prima, più di prima….

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