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Le ronde dell’Italia dei mammalucchi

Autore: barbera. Data: sabato, 21 febbraio 2009Commenti (1)

Un popolo abbagliato dalle perline del più banale dei conquistatori è rassicurato. Le misure adottate dal Governo in materia di ‘sicurezza’ rappresentano bene un Paese abitato da un gran numero di mammalucchi.

amici-miei

Non è abituale per un giornale analizzare i fatti della vita nazionale partendo da un presupposto ‘villano’, ma altro non si può fare ormai: gli italiani, per lo meno parecchi di loro, non sono dotati di maturità, consapevolezza e cultura dei diritti. E potrebbero essere poco intelligenti.

Il Paese dei mammalucchi adesso sarà sereno, dopo le seguenti strabilianti misure:

obbligatorietà della custodia cautelare in carcere per reati di violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo, prostituzione minorile e pedopornografia, turismo sessuale. Contestualmente il premier Berlusconi ha aggiunto che gli stupri sono in diminuzione del 10 per cento negli ultimi due anni. Ma come, non eravamo a Gomorra?

Il ministero dell’Interno riceverà 100 milioni di euro per assumere circa 2500 poliziotti, ma al momento molte volanti sono ferme perchè manca la benzina e in qualche ufficio non c’è la carta per le fotocopiatrici. Gli stipendi del personale, poi, sono inadeguati.

I migranti potranno essere ‘trattenuti’ fino a sei mesi, per loro i diritti civili sono sospesi.

Invece di produrre una legge seria (già avviata in Senato) a protezione delle donne perseguitate da uomini, ex mariti, ex fidanzati ed istituire una rete di protezione efficace per le cittadine sottoposte a queste orribili vessazioni si sono introdotte alcune misure che prevedono sempre la “querela di parte”. Qualunque ingenuo sa benissimo che una donna minacciata il più delle volte ha paura del persecutore. Ma il peggio arriva dopo: per le vittime sarà istituito un numero verde nazionale per fornire una prima assistenza psicologica e giuridica e per indirizzarle presso gli sportelli allestiti nelle questure. Un call center? Sportelli nelle questure? Una ragazza picchiata e inseguita prende il telefono e sente: “Se siete sposati premete il tasto 1, se siete conviventi il tasto due 2, se si tratta di uno sconosciuto il tasto 3″.

Poi, nel massimo della fantasia, il decreto prevede che prima di presentare querela, la donna terrorizzata possa raccontare la sua storia “alla pubblica autorità”, chiedendo che questa ammonisca il responsabile degli atti persecutori. Il Questore, nel caso ritenga fondata la denuncia della persona offesa, ammonirà “oralmente” l’accusato e lo inviterà a tenere una condotta “conforme alla legge”. Solo se la persecuzione continua, il magistrato potrà procedere d’ufficio contro di lui. Nel frattempo la cittadina in questione potrebbe essere morta.

Nel decreto, inoltre, ci sono le ovvietà. Chi viene arrestato con prove evidenti per violenze e crimini sessuali non potrà più beneficiare degli arresti domiciliari (non cambia nulla, perchè anche adesso è così). Poi c’è l’auspicio: “Dovrà essere trattenuto in carcere e processato rapidamente”, peccato che la situazione dei tribunali è quella che è, tra sottorganico, tagli e lentezze. Ancora sul tema della assoluta propaganda: ergastolo e aggravanti per chi stupra e uccide. Esattamente come avviene oggi.

E la perla finale: le ronde. Saranno non armate (per fortuna), sotto il controllo del prefetto e ne faranno parte cittadini ed “ex agenti di polizia, dei carabinieri e delle forze armate”, che avranno un ruolo prevalente. “Saranno i volontari della sicurezza”, come li ha definiti il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Queste singolari carovane di ex saranno “dotate solo di telefonini e ricetrasmittenti con cui avvertire le forze dell’ordine”. Siamo agli sceriffi ‘de borgata’, emuli di Chuck Norris, che constatata la incapacità di polizia, carabinieri, guardia di finanza, guardie giurate ed esercito a supporto gireranno per le strade con tanti Nokia pagati chissà da chi per cercare pericolosi immigrati da acchiappare, qualche senzatetto molesto, un ragazzino spinellato. Alla faccia del controllo territoriale di mafia, ‘ndrangheta, camorra di cui non parla nessuno, ché quelli sono criminali seri.

Una crisi terribile sta spazzando via posti di lavoro a quintali, di trovare occupazione neanche a parlarne (giovani e non), nulla funziona a dovere e da un semplice certificato ad una licenza chiunque sa bene di dover affrontare un calvario per ottenere il documento agognato. Un chilo di arance, due pacchi di pasta ed un paio di costolette di maiale costano almeno cinque euro, ovvero diecimila vecchie lire, mentre uno stipendio ragionevole vale qualcosa in più di mille euro. La sera si accende la tv e non si sa bene cosa guardare, il pomeriggio pure e la mattina anche. Un sedicenne dopo aver fatto finta di fare i compiti a casa si sbatte all’angolo di un bar per decidere che fare insieme ad altri ed altrettanto annoiati amici, gli autobus arrivano quando vogliono ed i treni costano uno sproposito e sono sporchi di brutto.

La scuola è l’elaborazione della noia, i ragazzi ci vanno come se dovessero affrontare la purga, l’università è una specie di fabbrica di montaggio per esami e trovare un professore per parlarci è come dover fissare un appuntamento con Julia Roberts. E’ il caso di continuare?

In un naufragio devastante il Condottiero ed i suoi luogotenenti ululano alla luna, non combinano nulla, parlano di comunisti e raccontano di città divorate dal crimine, tra stupri di negri rabbiosi, rumeni coi coltelli tra i denti, zingari pronti a rubare bambini e migranti vestiti da pirati saraceni in arrivo su zattere dalle vele minacciose.

Al Condottiero fino a ieri si opponeva  Paperino da spiaggia, a capo di una truppa di mediocri, con qualcuno a favore di una cosa e l’altro contro, ma tutti  insindacabilmente lugubri e tristi. Adesso anche lo sfigato ha mollato e comunque vada a finire non se ne parlerà più per mesi di avere chi dice di no, perchè tra statuti, congressi da fare e chissà cos’altro si terranno un ‘reggente’ che il destino vuole abbia un nome che finisce in ‘ini’, da opporre al Condottiero che fa ‘oni’. Tutto un programma deciso dal destino.

Le relazioni umane sono diventate mercatini delle convenienze e se si vuol capire come vanno le cose basta guardarsi ‘Forum’, ‘Uomini e donne’ e per i più arditi ‘Amici’. Al ‘Grande fratello’ c’è chi scaglia bicchieri mentre si dibatte di Alitalia, perchè di farlo altrove, dopo tre miliardi di euro in debiti scaricati sulle tasse dei cittadini e di una decina di migliaia di licenziati non gliene frega niente a nessuno.

I giornali grondano gossip, retroscena e storielle macabre, i telegiornali occupano i primi dieci minuti tra interviste a parlamentari che emettono suoni e sanguinolente storie di umana cattiveria di cui sono responsabili sempre e solo i ‘maledetti stranieri’. Poi si passa alle ricette di cucina ed alle attrici.

Eppure l’italiano ‘medio’ da oggi si sentirà più sicuro per le mirabolanti gesta del Condottiero. In attesa che qualche ‘ini’ del Pd sappia mettere in ordine la sua truppa di parlamentari, tuttavia ben pagati, e Di Pietro, oltre le più che comprensibili parole di dissenso sappia informarci sul modello sociale che vuole proporre al Paese (l’Idv che Italia vuol costruire?) non resta che piangere.

Perchè se gli intellettuali raffinati, i politici esperti ed i politologi colti discutono di temi ‘alti’ dalla vetta delle loro conoscenze alcuni cittadini semplici assistono al rimbambimento di massa dei cittadini italiani e sono spaventati. Noi ci sentiamo tra chi oggi ha paura.

Roberto Barbera

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Commenti (1) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    c’è davvero da aver paura…mio figlio, proprio pochi minuti fa mi ha detto di essere assolutamente convinto “che son tutti marci”…ed io sto facendo fatica a spiegargli che deve avere fiducia, che deve finire l’università, che è importante partecipare…si sente senza speranza. Come dargli torto?

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