Lavoro, picconate alla legge contro gli infortuni
Ad oltre otto mesi dall’entrata in vigore della “123″ sulla tutela della sicurezza sul lavoro, non solo mancano i decreti attuativi, ma in Commissione al Senato sono passati due emendamenti peggiorativi
Sindacati sul piede di guerra in merito alle possibili modifiche alla legge 123 sulla sicurezza sul lavoro, il Testo Unico approvato al fotofinish dal governo di centrosinistra pochi giorni prima dello scioglimento delle Camere, e anche a proposito degli ormai cronici ritardi nella sua applicazione.
La prima notizia è dell’altro ieri: “Tutti i decreti attuativi che erano previsti dal decreto legislativo 81/08 non sono stati emanati privando la legge delle sue modalità applicative”, come hanno affermato i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Paola Agnello Modica, Renzo Bellini e Paolo Carcassi, aggiungendo: “Basta con la politica dei rinvii”.
“A tutt’oggi – hanno denunciato i tre sindacalisti in una nota – il Governo non ha convocato la Commissione consultiva privando le istituzioni e le parti sociali di un’essenziale sede di confronto, a partire dai temi di rilevante urgenza come quelli di diretta correlazione con la valutazione dei rischi”.
Manco a dirlo, proprio lo stesso giorno è stata ventilata la possibilità di un ulteriore rinvio delle norme per il comparto marittimo e portuale e per tutti i settori della Pubblica amministrazione.
Il rinvio ha come unica causa “il mancato adempimento da parte del Governo”. Di fronte a tale atteggiamento è stato “inevitabile” per i sindacati dei portuali a chiamare la categoria alla mobilitazione generale, hanno sottolineato Cgil, Cisl e Uil, a seguito dei quattro incidenti mortali che si sono succeduti nell’arco di un solo mese.
“E’ infatti inammissibile che il Governo non abbia dato seguito alla richiesta di incontro già avanzata dai sindacati preoccupati della mancata attuazione della delega sulle normative di settore”, hanno osservato invocando un incontro di chiarimento.
L’ultima doccia fredda è di ieri: in commissione Affari Costituzionali del Senato sono stati approvati, con parere favorevole del governo, due emendamenti proposti dalla Lega nord che, se confermati dal voto dell’Aula, priverebbero i lavoratori e le lavoratrici delle piccole imprese del diritto di avere i Rappresentanti per la sicurezza (Rls).
Gli emendamenti approvati, sostengono in una nota i responsabili di settore di Cgli, Cisl e Uil, “priverebbero i lavoratori delle piccole imprese, per tutelare la propria integrità psicofisica, del diritto di avere i Rappresentanti per la sicurezza aziendali e metterebbe in discussione la possibilità di avere rappresentanti dei lavoratori territoriali”.
“Giova ricordare – si legge ancora – che è proprio nelle aziende con meno di 15 dipendenti che si concentrano i più alti tassi infortunistici: pregiudicare la rappresentanza dei lavoratori non fa che peggiorare la situazione”. Cgil Cisl e Uil ritengono “gravissimi questi interventi proposti da parlamentari della Lega e chiedono con forza al Parlamento di non approvare questi emendamenti”.
Per la cronaca, dal 1° gennaio ad oggi sono morte sul lavoro 117 persone.


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