La crisi aggredisce anche la Svizzera
Guai seri anche per la ricca Confederazione elvetica. Tra i più colpiti dalla caduta dell’occupazione i giovani.
Per l’Unione sindacale svizzera (Uss) i giovani pagheranno cara la recessione che si profila all’orizzonte ed è assolutamente necessario creare posti di tirocinio. L’Uss prevede 10.000 disoccupati in più nel 2010 fra i giovani sotto i 25 anni, il che porterà il loro numero a oltre 30mila.
La centrale sindacale in un dossier distribuito alla stampa sostiene che però si tratta solo della punta dell’iceberg. Circa la metà dei giovani senza lavoro non è registrata come tale e non figura dunque nelle statistiche ufficiali. La crisi avrà ripercussioni sulla formazione.
Per Uss la congiuntura incide su tutte le decisioni delle imprese e sulla creazione o la soppressione di posti di tirocinio. Per questo il sidacato chiede ai cantoni e alla Confederazione di non tagliare nei bilanci per la formazione.
Altro indicatore di crisi per la Svizzera proviene dalla situazione della fortissima industria orologiera. In gennaio le esportazioni sono crollate del 21,5 per cento, a 950,6 milioni di franchi, vale a dire il livello di due anni fa.
La Federazione orologiera (FH) lo ha reso noto sul proprio sito internet. L’evoluzione osservata in gennaio conferma la tendenza iniziata nel quarto trimestre del 2008, anno conclusosi tuttavia con cifre da record.
In gennaio, i tre principali mercati, Hong Kong (meno 12 per cento), Stati Uniti (meno 28,5) e Giappone (meno 24,2%), hanno registrato una forte contrazione. Solo sei dei 30 principali mercati d’esportazione hanno ottenuto una crescita nel periodo sotto esame. La Cina, settimo acquirente di orologi per importanza, ha subito una flessione del 42,6 per cento rispetto a un anno fa.


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