La caccia uccide, gli umani
Quello che alcuni si ostinano a considerare un sport in cinque mesi di stagione ha prodotto 126 vittime: 41 morti e 85 feriti. Questi, i numeri della stagione venatoria 2008-2009, presentati al Senato.
Il bilancio di vite umane, curato dall’Associazione delle vittime della caccia, fa riferimento a ”episodi di cronaca conteggiati” , cioè 117 casi. Tra i cacciatori si sono avute 86 vittime e si contano 24 morti e 62 feriti, mentre tra i cittadini del tutto estranei alla caccia, ma coinvolti senza responsabilità ci sono 40 vittime, tra le quali i morti sono stati 17 e i feriti 23.
Questi numeri, ha spiegato Daniela Casprini, presidente dell’Associazione, fanno riferimento ”alle vittime per armi da caccia” nell’arco temporale della stagione venatoria, dal 1 settembre 2008 al 31 gennaio 2009.
Le categorie di indagine si distinguon tra ambito venatorio, 91 vittime, e extravenatorio, 29. Altra distinzione riguarda le munizione: quelle a pallini, le più pericolose perchè usate anche vicino ai centri abitati, hanno portato a 44 vittime, mentre quelle a palla unica hanno causato 36 vittime.
L’intervento di elicotteri di soccorso è stato necessario 24 volte e i minori coinvolti sono stati 12. La regione in cui la caccia ha fatto più vittime umane è stata la Toscana con 17 episodi, poi la Sardegna, 12, il Veneto, 10.
Tra le province il primato spetta a Pesaro-Urbino, 7, seguita da Cagliari e Treviso con 5. Il mese con più vittime è stato ottobre, con 35. E’ stato anche presentato un disegno di legge sul divieto di accesso ai fondi privati per attivita’ venatoria.
Non si comprende, con questi numeri, perchè non proibire la caccia.


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