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Influenza, “il vaccino è negli anticorpi universali”

Autore: . Data: lunedì, 23 febbraio 2009Commenti (0)

Da quella stagionale a una possibile feroce pandemia, la soluzione terapeutica tanto attesa per l’influenza potrebbe trovarsi in dieci anticorpi umani ‘universali’ creati in laboratorio.

malattiaE non solo sono efficaci contro ogni forma di influenza, hanno anche i ‘superpoteri’, infatti salvano cavie da dosi letali di diversi virus influenzali, dall’influenza stagionale, al ben più temuto virus H5N1 che causa l’aviaria, e addirittura da H1N1, virus della pandemia influenzale del 1918, la Spagnola. A rendere super questi anticorpi, spiega sulla rivista Nature Structural and Molecular Biology, Wayne Marasco, del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, è la loro capacità di attaccare il virus legandosi alla base della ‘chiavè con cui tutti i virus influenzali entrano nelle cellule e le infettano, la proteina emoagglutinina (HA).

Identica in tutti i virus influenzali, la base dell’HA è fondamentale per l’infezione perchè, come una chiave ruota nella toppa per aprire la serratura, questa porzione di HA deve ‘ruotarè per far entrare il virus nella cellula, ‘rotazionè indispensabile per il processo infettivo. I nuovi anticorpi bloccano la rotazione e impediscono al virus di infettare. “Nel caso di una nuova pandemia – commenta Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) Usa che ha finanziato lo studio – questi anticorpi potrebbero essere un’importante aggiunta ai farmaci antivirali nel periodo finestra di 4-6 mesi che passerebbe dallo scoppio della pandemia alla disponibilità di un vaccino”.

Tutti i virus influenzali iniziano il ciclo infettivo legandosi con la molecola di superficie emoagglutinina ad una molecola specifica esposta sulle cellule umane bersaglio (recettore per l’emoagglutinina). Ogni virus influenzale ha uno specifico tipo di HA. Se pensiamo a HA come a una chiave, la dentellatura della chiave è diversa per ciascun virus influenzale ed è molto mutevole per cui anticorpi che si legano alla ‘lama’ di HA non sono molto utili a contrastare un’infezione. L’impugnatura della chiave (la base di HA), invece, è universale, uguale per ogni virus dell’influenza e molto poco mutevole perchè svolge un ruolo clou nel processo infettivo: quando il virus si appresta ad invadere le cellule umane, l’impugnatura di HA cambia conformazione e ciò permette al virus di entrare.

Gli scienziati Usa hanno prodotto in laboratorio, nelle ‘fabbriche cellularì di molecole umane, decine di miliardi di anticorpi anti-influenza. Tra questi hanno selezionato i 10 anticorpi dai superpoteri. Testandoli su cavie sottoposte a dosi massicce di vari virus influenzali, così alte da essere letali, gli anticorpi hanno protetto i topi, anche se somministrati tardivamente, ben dopo tre giorni l’infezione. Funzionano contro l’influenza stagionale come pure contro l’aviaria e contro il virus ‘resuscitatò della Spagnola. Studiando il ‘modellino in 3D’ di questi anticorpi super, gli scienziati ne hanno compreso il meccanismo d’azione sulla chiave HA.

Gli anticorpi legano l’impugnatura di HA e le impediscono di ‘ruotarè per aprire un varco nella cellula al virus. Poichè è importantissima per la funzione infettiva di HA, è difficile che la parte di HA cui si lega l’anticorpo muti, quindi oltre ad essere potenti e universali, questi dieci anticorpi potrebbero essere una soluzione a lungo termine. Durante l’influenza stagionale questi anticorpi potrebbero essere usati per immunizzare persone debilitate, a rischio, o anziani. In caso di pandemia, invece, potrebbero essere somministrati alle persone a rischio, personale sanitario e colleghi e familiari di persone colpite e potrebbero servire nel periodo finestra prima che un vaccino anti-pandemico ad hoc venga prodotto.


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