Il cinema in aiuto delle mamme in ‘baby blues’
Avere un figlio è sempre più complicato, ma non solo per la crisi che sta travolgenddo le economie del mondo.
Dopo la nascita del bambino è possibile si sviluppi una vera e propria patolochia, che viene definta depressione post-partum. Negli Stati Uniti, dove la classificazione delle malattie ha un’elaborazione a volte diversa da quella europea le piccole alterazioni dell’umore che seguono il lieto evento vengono definite “baby blues”.
Secondo alcune ricerche l’80 per cento delle mamme soffrirebbe di questa liee patologia, legata a scompensi ormonali fanno sentire tristezza, isolatamento e incompresione, proprio in un momento particolarmente delicato per la vita di una donna.
Paola Vinciguerra, psicologa e presidente dell’Associazione europea disturbi da attacchi di panico (Eurodap) ha dichiarato sull’argomento: “Del baby blues e della vera e propria depressione post-partum si parla ancora poco. Ma è importante, invece essere consapevoli dei cambiamenti naturali che si verificano nella donna, senza allarmarsi ed esasperarsi troppo. Molte sentono di essere state quasi incastrate, di non poter fare più nulla per sè, di vivere in funzione del bambino”.
A Roma l’associazione ‘Città delle mamme’, in collaborazione con il VI Municipio , l’Asl Roma C e il Nuovo Cinema Aquila hanno lanciato una singolare iniziativa. Tutti i venerdì mattina alle 11.30 per otto settimane, pagando un biglietto di soli 3 euro, le madri in allattamento potranno assistere insieme ai loro piccoli alla proiezione dei film di prima visione in programma. Volume basso, spazi riservati al parcheggio delle carrozzine, un comodo spazio per il fasciatoio, con pannolini e salviette e un servizio di scaldabiberon.
con l’obiettivo di far godere alle mamme che allattano del piacere del cinema.
L’operazione, chiamata “Cinemamme”, potrebbe avere un effetto molto positivo per chi dovesse soffrire del baby blues, perchè aver la possibilità di conquistare una mattinata di cinema con il piccolo aiuta contro il senso di isolamento tipico di questo sgradevole stato d’animo..
Sulla patologia Vinviguerra ha aggiunto: “C’è chi reagisce peggio con crisi di pianto, profondo senso di solitudine, vuoto e senso di colpa nei confronti del bambino”. Appare ovvio come lo stato d’animo critico dalla madre si ripercuota sull’equilibrio della coppia “Lui e lei si sentono vittime di un doppio tradimento, improvvisamente abbandonati perchè l’altro è proiettato sul bimbo”, ha spegato la psicologa.
Aprire le porte di un cinema romano alle madri positiva, ha concluso la presidente dell’Eurodap, “permette di uscire, socializzare e non isolarsi. Ci vuole tempo per ristrutturare le dinamiche del rapporto familiare dopo una nascita: da bipolare deve diventare triangolare. Per questo – conclude Vinciguerra – abbiamo ideato corsi rapidi in 12 sedute per aiutare le coppie di neogenitori. E’ importante fare le cose insieme, uscire anche in tre, non chiudersi”. Decidendo pure di “anche andare al cinema”.


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