Il caso Englaro è finito, ma ‘the show must go on’
Dopo anni di angoscia la vicenda si è conclusa come doveva essere molto tempo fa. I protagonisti (genitori, medici, amici) adesso sono sicuramente sollevati. E gli altri?
C’è però un bel gruppetto di persone che sono certamente insoddisfatte.
Ci sono gli idealisti di ogni tipo che hanno visto realizzarsi i loro timori.
Ci sono molti rappresentanti del mondo del giornalismo e della comunicazione, che hanno visto scomparire una notizia facile e ‘forte’, con la quale riempire pagine e fare sicuramente ‘pubblico’: adesso dovranno nuovamente darsi da fare per trovare o gonfiare più fresche novità .
Ci sono i politici, delusi per aver perso un facile metodo per creare consenso.
E poi si sono quelli del piccolo club esclusivo, gli strateghi del controllo, i generali che con strategie precise indirizzano il mondo della comunicazione.
I ‘soci’ del club hanno usato la vicenda, l’hanno mescolata ai soliti reality show più convenzionali ed a qualche pomeriggio di gossip per distrarre la maggioranza degli italiani da problemi gravi ed incombenti. Come al solito.
Secondo molti analisti il secondo semestre del 2009 vedrà riesplodere problemi finanziari su scala globale.
La situazione delle banche in Italia, sempre secondo esperti del settore, è estremamente critica e come minimo bisognosa di ulteriori interventi.
Gli italiani che non hanno lavoro crescono in modo esponenziale e i poveri lo sono sempre di più.
Mentre gli enormi capitali apparsi come per incanto per finanziare banche ed industria dell’auto o per ripianare manovre economiche utli solo a qualcuno (come è stato per Alitalia) vengono fuori sempre dallo stesso posto: le tasche dei cittadini.
Sempre nelle stesse tasche, il pericolo è grande, potrebbero apparire presto altri debiti, generati dai titoli spazzatura. E potrebbero travolger persone ancora convinte di possedere, almeno in parte, i propri risparmi.
Un Circo è finito, ma lo spettacolo deve andare avanti per mantenere il popolo tranquillo. “Panem et circenses” è una regola sempre valida. Finchè si sarà pane, naturalmente.
Marco Calamari


Lascia un commento