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I treni italiani, le tariffe e i ritardi

Autore: . Data: venerdì, 27 febbraio 2009Commenti (0)

Altroconsuno analizza la situazione del trasporto ferroviario in Italia. Prezzi che aumentano, ritardi e disservizi.
locomotivaLa rivista ha realizzato una ricerca (dal 20 al 24 dicembre 2008 e dal 3 al 6 gennaio 2009) scoprendo che su 571 treni in partenza da Bologna, Milano e Torino per Bari, Bologna, Napoli, Reggio Calabria e Roma, ben il il 64 per cento ha portato ritardo, a prescindere che fossero Eurostar o altro tipo di convoglio. La media è stata di 37 minuti per viaggio..

Per il giornale “l’Italia su rotaia tenta di entrare nell’Europa ad alta velocità, ma è uno sforzo che suona come un tentativo disperato.La verità è che i nostri treni corrono su due binari, quello veloce e privilegiato della nuova Tav (su cui viaggiano convogli a oltre 300 km orari) e quello vecchio e lento su cui si affannano ogni giorno 2 milioni di pendolari. Due mondi lontani, accomunati da problemi. L’introduzione della flotta ‘Freccia rossa’, i treni con livrea fiammante (in realtà gli Etr500 che di nuovo hanno solo la motrice), è coincisa con l’ennesima riformulazione dell’orario ferroviario. Il cambiamento è stato necessario per dare precedenza ai bolidi veloci. Sacrificando il resto”.

Altroconsumo ritiene che con l’Alta Velocità il tempo di percorrenza rispetto ad un Intercity Plus è inferiore di circa un’ora, ma il costo sale notevolmente e chi vuole scegliere un altro tipo di convoglio fa fatica a trovarlo. gli  15 euro, per un totale di 35 euro in seconda classe. Chi vuole spendere meno deve scegliere un tradizionale Intercity, che costa 11 euro in meno dell’unico Eurostar rimasto e impiega anche sette minuti in meno. I pendolari protestano anche per la rigidità delle tariffe: in caso di necessità, un abbonamento ESCity non può essere utilizzato per un treno di categoria inferiore – come un regionale – se non corrispondendo ulteriori differenze, alla faccia della flessibilità.

La rivista ha osservato 34, in gran parte diretti nel Mezzogiorno, che hanno avuto ritardi di oltre due ore. I motivi non vanno ricercati in rotutre o eventi ‘spaciali’, ma in vere e proprie ‘abitudini consolidate’, come per l’espresso 1921 “Trinacria” Milano-Palermo, con un record di ritardo di tre ore e 20 minuti, o per l’Intercity Notte 751 “Tommaso Campanella” Milano-Reggio Calabria, che ha un record di due ore e 53 minuti.

Per quanto riguarda i ‘clienti fissi’, ovvero i pendolari, questo tipo di paggero può pagare anche il 60-70 per cento in più al mese, perchè a molt treni è stata cambiata la classificazione. Alcuni esempi: da Milano a Bologna gli Eurostar adesso sono Alta Velocità, e gli Intercity Plus sono diventati Eurostar City.

I treni più economici diventano di categoria più costosa, ma poco cambia nella realtà. Al Sud per i treni notturni quelli che adesso si chiamano Intercity Notte 751 Milano-Reggio Calabria e 761 Torino-Reggio Calabria erano gli ‘espressi’  831 e 811. Il viaggio è come sempre un’avventura, ma in compenso il biglietto è più salato.

Per Altroconsumo “come se non bastasse, la nuova geografia dei binari ha portato con sé un aumento di spesa, soprattutto a carico di chi, come i pendolari, per ragioni economiche non utilizzerebbe treni veloci per andare al lavoro. Ma la nuova offerta ferroviaria non lascia molta scelta. Un esempio? Se prima si pagava un prezzo accettabile per accedere ai treni di categoria superiore ai regionali, oggi la spesa di chi viaggia ogni giorno rischia di raddoppiare. Questo è il risultato del malizioso gioco di sigle, di orari diversi, di stazioni alternative, un rimescolamento di carte che anche questa volta tenta di nascondere quel rincaro delle tariffe che il governo da anni non concedeva all’azienda ferroviaria”.

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