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I ragazzi italiani nel Web

Autore: . Data: lunedì, 16 febbraio 2009Commenti (0)

Microsoft in collaborazione Save the Children ha condotto una ricerca su un campione di adolescenti compresi tra i 14 e i 18 anni e sul loro rapporto con Web.

webStefano Santinelli, General Manager di Microsoft Consumer&online Italia, ha detto: “Con la nascita e la diffusione dei media sociali i nostri figli sono diventati degli utenti esperti del web, ma è emersa anche una forte esigenza di fornire loro una guida e un aiuto su come affrontare tematiche quali la privacy online e potenziali rischi come il bullismo via web. I risultati della ricerca mostrano, infatti, una lacuna preoccupante nell’educazione internet dei nostri ragazzi”.

Secondo la ricerca Microsoft, il 49 per cento dei giovani italiani utilizza internet senza supervisione da parte dei genitori e degli adulti in genere. Al contrario in Norvegia e in Spagna solo il 28 e il 21 per cento dei giovani non è controllato dai genitori. Più distratti degli italiani sono i genitori in Portogallo e in Inghilterra che lasciano viaggiare in libertà nella Rete rispettivamente il 67 e il 66 per cento dei propri figli.

Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia ha aggiunto: “La Rete rappresenta un’inesauribile fonte di opportunità per permettere ai giovani di socializzare ed esprimersi liberamente. Lo sforzo che è necessario fare è dotare i ragazzi e le ragazze non della paura, ma delle competenze per essere in grado di leggere, decifrare e rispondere in autonomia, in modo sicuro ed efficace alle sollecitazioni della Rete, soprattutto quando si tratta di gestire le relazioni con gli altri”.

In caso di minaccia il 38 per cento degli adolescenti europei considera i genitori le prime persone a cui chiedere aiuto, mentre il 30 si rivolgerebbe agli amici. Cambia la situazione rispetto al 2007, quando uno studio rivelò che il 69 per cento dei ragazzi contattati online da sconosciuti non avrebbe mai chiesto aiuto ad un adulto. Infine Il 92 per cento del capione ritiene che i propri coetanei tengano poco in considerazione la privacy altrui.

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