I Partito democratico sempre più nella palude
Le rotture sul testamento biologico sono sempre più nette. Ieri una giornata difficile, durante la quale si è cercato di nascondere la polvere sotto il tappeto. Senza successo.
Al termine di una riunione con i componenti democratici della Commissione Sanità , il segretario a tempo determinato, Dario Franceschini, ha spiegato la posizione del partito: “C’è unanime convinzione che l’impianto del testo base della maggioranza sul testamento biologico sia da respingere”. Inutile ricordare che sarebbe singolare il contrario.
Poi il leader ha aggiunto: “Noi in questi mesi abbiamo fatto una lunga discussione sul testamento biologico e partendo da posizioni diverse, grazie ad un lavoro positivo, siamo arrivati ad una posizione largamente prevalente che ci vede uniti su 14 punti su 15. Questa posizione prevalente è stata tradotta in un emendamento che è stato firmato da otto senatori su dieci”. Insomma, non c’è unità sulla proposta e neppure omogeneità tra parlamentari, ma tutto può essere raccontato come si preferisce.
Franceschini quindi ha criticato i giornalisti, chiedendo di “smetterla di leggere di fronte a ogni dichiarazione su un tema così delicato e su cui uno risponde alla propria coscienza chissà quale manovra politica, non è corretto né onesto”.
Il segretario si riferiva a Francesco Rutelli, che ha un suo parere (tra i tanti nel Pd) sul tema dell’alimentazione e idratazione artificiale. Franceschini ha aggiunto: “Ho letto sulla cronaca le posizioni che ha assunto Francesco Rutelli che non fa parte della commissione, ma ha espresso alcune sue posizioni che vanno assolutamente fino in fondo rispettate perché hanno totale legittimità ”.
Il parlamentare ex sindaco di Roma intanto aveva dichiarato: “Sono veramente incavolato, arrabbiato, amareggiato per l’alterazione sistematica delle mie posizioni, soprattutto per quanto riguarda il testamento biologico”. Rutelli rifiuta di essere descritto come un potenziale ‘scissionista’, appiattito sulle posizioni del Vaticano. Così aveva convocato una conferenza stampa nella quale aveva chiarito: “È intollerabile presentare la mia posizione in modo distorto, strumentale e fazioso. Secondo me il Pd deve garantire che, se in temi così delicati come quelli della bioetica ci sono diversità di posizioni, queste si debbano potere esercitare. Non voglio passare per uno che strappa, rompe, divide e peggio persegue secondi fini e strategia politiche di scissione o che rispondano a poteri esterni alla politica come ad esempio il clero. Ogni posizione deve essere legittima”.
Sembra che per il Pd tutto sia legittimo, salvo il diritto dei cittadini laici a scegliere in modo semplice e chiaro quale trattamento sanitario accettare e quale no.
Anche la senatrce Finocchiaro, capodruppo del Pd è per la libertà di parola: “Su questo voglio essere chiara. Finché sarò presidente del gruppo garantirò sempre la dignità e la libertà di espressione delle posizioni anche diverse di tutti i senatori, come è normale che accada in un grande partito”. Poi, con una risposta senza gran senso, a chi le chiedeva delle divisioni interne del suo partito ha rsposto: “Se qualcuno cominciasse a occuparsi delle divisioni del centrodestra forse sarebbe più interessante che occuparsi invece delle divisioni chirurgiche del centrosinistra”.
E siccome sembra che tutti siano d’accordo sul fatto che tutti possano dire la propria imediatamente la senatrice Binetti ha reso noto: “Nel Pd c’è la tentazione di convertire la posizione prevalente nella posizione unica. Io sostengo che il più importante dei diritti umani è la vita, mentre c’è una posizione che marginalizza questo perché riesce a riportare come plausibile la legittimazione del suicidio assistito. Io voterò certamente a favore del testo di legge Calabrò sostenuto dal centrodestra”.
La querelle del caso sarebbe inimmagiabile in un qualunque altro Paese evoluto, dove la libertà di scelta è diritto per tutti. Nel caso poi un cittadino con convinzioni religiose o di altra natura non volesse aderire ad un particolare protocollo terapeutico avrebbe amia facoltà di sceglierne un altro.
I diritti civili funzionano così. Per fare un esempio chiaro: se si è cattolici non si dovrebbe divorziare, ma chi non è credente deve esser libero di poterlo fare. Nel caso di molti leader del centro-destra, tutti molto credenti, i matrimoni sono stati sciolti, ma evidentemente la fede religiosa è ad intermittenza e vale solo a seconda delle situazioni e degli argomenti.
Il gruppo dirigente del Pd, evdentemente, non si rende conto dell’umore del Paese e della necessità di recuperare la laicità delle scelte politiche. I diritti non prevedono i ‘problemi di coscienza’. Perchè le libertà personali e collettive vanno garantite sempre a tutti. Una parte dei cittadini non può imporre ad altri comportamenti o scelte sulla base di una fede religiosa, ma semmai non utilizzare per questioni di credo le possibilità offerte dalla legge.
La telenovela del Partito di Franceschini continua, bisogna vedere lo share, perchè se si trattasse di un programma televisivo sarebbe stato già sospeso per assenza di pubblico.


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