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I numeri di Alitalia

Autore: barbera. Data: martedì, 24 febbraio 2009Commenti (0)

Lasciano perplessi i primi dati diffusi sulla situazione della nuova Alitalia-Cai. Fino a metà gennaio il 70 per cento dei posti erano vuoti, mentre oggi sembra la percentuale sia del 55.
alitaliaPer la tratta Milano-Roma, quella sulla quale la ‘cordata ex patriottica’ puntava moltissimo, il traffico è fortemente diminuito, colpito dalla concorrenza dell’Alta velocità. Per Fiumicino gravi sono i problemi per i voli internazionali ed intercontinentali, con la clientela che ormai si è abituata ad utilizzare vettori stranieri più economici.

Ad oggi, secondo fonti specialistiche, gli “eroi” di Berlusconi operano 670 voli quotidiani, ovvero il 36 per cento in meno di un anno fa e questo ha aperto grandi disagi, in particolare per i clienti che si muovono dalle città più piccole.

A dicembre, durante la gestione del Commissario straordinario Fantozzi, Alitalia aveva perso il 64 per cento dei passeggeri, imbarcando  630mila persone contro il milione e mezzo dell’anno precedente.

Il coefficiente di riempimento della prima settimana di vita di Alitalia-Cai era stato bassissimo, il 30 per cento. Poi è salito al 43 a fine gennaio, fino al 55 di metà febbraio. Impossibile far paragoni con l’anno precedente, il 2008, perchè i voli sono diminuiti per numero, ma comunque si è sotto almeno sei-sette punti, mentre la Compagnia di Sabelli prevederebbe il pareggio al 66 per cento. In Europa negli ultimi mesi del 2008 il traffico è sceso dell’8 per cento, di certo testimoniando una crisi profonda del trasporto aereo,  ma per Alitalia il quadro è fosco. Milano-New York a gennaio ha perso l’82 per cento dei passeggeri ed i concorrenti guadagnato il 75.

I voli da e per Napoli, Torino, Palermo e Roma  hanno subito flessioni del 50 per cento, mentre il coefficiente di riempimento oscilla tra il 22 e il 43 per cento. Buoni, al contrario i risultati per mentre i rivali Blue Express, Windjet, Air Italy e Air Vallée. A Malpensa i passeggeri Alitalia a gennaio sono crollati da 744mila a 78 mila, il 90 per cento in meno.

A testimoniare come siano cambiate le abitudini dei viaggiatori sulla linea Milano-Roma, Easyjet su cento posti ne riempie 61, mentre Alitalia-Cai solo 39 e sarà quasi impossibile recuperare il gap per la ‘cordata ex patriottica’ se non saranno proposte tariffe ben più basse. Per Torino, Colaninno e soci hanno avuto una flessione del 43 per cento, mentre i voli sono stati diminuiti del 22.

La società Aeroporti di Puglia ha realizzato con Bain & Co. una ricerca sulle tariffe della ‘nuova gestione’. Secondo i dati gli aumenti toccherebbero in alcuni casi il 32 per cento. Da Fiumicino per Bari e Brindisi si sono calcolati incrementi dell’11 e del 19 per cento.

Inoltre, per un’analisi di Criet-Bicocca, l’anno scorso Alitalia gestiva oltre l’80 per cento del traffico su 14 delle 25 rotte più importanti del Paese. Il piano industriale della ‘cordata ex patriottica’ prevederebbe di far salire, fino al 2013, in media gli utili per passeggero da 106 a 110 euro sulle tratte nazionali (in quasi monopolio), mentre di farli scendere per gli intercontinentali da 118 a 107.

Per  ricercatori dell’istituto Bruno Leoni potrebbe accadere che i viaggiatori pagheranno in più, nei prossimi 5 anni, 2,1 milioni per i nazionali e 891 sugli intercontinentali.

La fusione con Air One sembra ferma. Mentre una parte di personale Alitalia-Cai è stato assegnato a voli Air One, per il resto non è accaduto nulla. Gli aerei restano con diversi colori, i programmi informatici non ancora integrati e i passeggeri con connection tra le due compagnie spesso debbono fare un doppio imbarco. I prezzi dei biglietti sui siti Alitalia e Air One sono a volte differenti.

Per la Puglia c’è stato un taglio di voli del 30 per cento e Parma, Genova e altri aeroporti piccoli protestano per la diminuzione dei collegamenti. Considerandosi ancora monopolista Alitalia-Cai non libera spazi e il presidente di Aeroporti di Puglia, Domenico De Paola, ha dichiarato: “Tutelarsi attirando nuovi vettori è difficile, anche perché Alitalia non ha ancora presentato l’operativo dell’estate 2009″.

Per gli intercontinentali le cose non vanno bene anche sulle tratte per Boston e Chicago, mentre nonostante una seria crisi Parigi ha subito una flessione solo del 18 per cento. Sembra interessante anche l’incremento di traffico per Qatar ed Emirates.

Unico successo è per la puntualità. Dal 13 gennaio è del 99,7 per cento, anche se nell’estate del 2008 era del 99,2, per cui il risultato non è comunque sorprendente.

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