Governo, la sicurezza sul lavoro può attendere
Approvato ieri al Senato il cosiddetto decreto “milleproroghe” con voto di fiducia. Slitta di due anni la presentazione delle norme attuative del Testo Unico contro gli infortuni sul lavoro
Le cronache sono impietose: dal primo gennaio fino a ieri sono morte sul lavoro 119 persone a fronte di 119.118 infortuni. Numeri impressionanti, sintomo di un’emergenza nazionale troppo spesso sottovalutata.
Ieri al Senato è stato approvato il decreto cosiddetto decreto “milleproroghe”, con il ricorso al voto di fiducia. Si tratta di un calderone omnicomprensivo che interviene su varie discipline. Nel corso del dibattito, tra i vari emendamenti, tre hanno destato l’attenzione di chi si occupa di sicurezza sul lavoro. I primi due li ha proposti la Lega Nord ed erano finalizzati ad abolire la figura dei Rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza nelle aziende sotto i 16 dipendenti. Il terzo disponeva invece l’ulteriore rinvio di altri due anni per l’emanazione dei decreti attuativi del dlgs. 81/08, meglio noto come Testo Unico per la salute e sicurezza, approvato dal centrosinistra al fotofinish poco prima dello scioglimento delle Camere, lo scorso aprile.
Ebbene, i primi due emendamenti sono stati ritirati dal governo prima del voto finale (probabilmente in seguito alle vibrate proteste dei sindacati, della sinistra e di una parte del Pd). Il terzo, invece, è rimasto e comporta l’inapplicabilità di parte dell’articolato di legge in assenza di disposizioni legate alla loro attuazione.
Va ricordato, a margine del voto del Senato, che pochi giorni fa, il 4 febbraio per l’esattezza, il ministero del Welfare – nel Documento di programmazione dell’attività di vigilanza – ha previsto per il 2009 138mila ispezioni nei luoghi di lavoro, il 17% in meno rispetto all’anno scorso.
Dunque il segno impresso dal governo sul tema-infortuni è piuttosto chiaro: meglio eccedere in cautela per non rischiare di entrare in rotta di collisione con il sistema delle imprese. Che per mesi hanno imputato al centrosinistra un approccio ingiustamente punitivo sul tema degli infortuni.
La decisione volta all’allungamento dei tempi ha indispettito i sindacati più attenti ai bisogni e alle difficoltà dei lavoratori, che chiedevano al contrario di entrare quanto prima nel merito dell’applicazione del nuovo articolato legislativo. Per non continuare ad imbattersi nel solito, penoso bollettino di una guerra mai dichiarata ma sotto gli occhi di tutti.


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