cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca, politica
Regola la dimensione del carattere: A A

Disagi e paure delle coppie infertili

Autore: Repetto. Data: giovedì, 12 febbraio 2009Commenti (0)

La legge 40 sulla fecondazione assistita? Un ostacolo talvolta insormontabile. Una ricerca indaga sulle gravi difficoltà di chi non riesce ad avere figli

fivetLe tecniche di procreazione assistita esistono, ma chi vi può accedere? E a quali costi? Con quale contributo giuridico ed etico da parte dello Stato?

Di tutto questo si è occupata una ricerca, presentata ieri a Roma, promossa dal Censis insieme alla Fondazione Serono.

Innanzitutto è emerso che la legge 40, la quale regolamenta la materia da cinque anni, è identificata come un ostacolo per la maggior parte delle coppie che cercano di avere un figlio, oltre che per chi deve già affrontare difficoltà economiche ed è più in difficoltà sotto il profilo degli strumenti culturali.

Ma vediamo nel dettaglio. Il rapporto – intitolato “Il desiderio di diventare genitori, problemi e speranze di chi combatte l’infertilità” e basato sulle risposte di 606 coppie contattate nei centri di fecondazione assistita – evidenzia il fastidio suscitato dall’attuale norma: per il 77,4% delle coppie intervistate la legge 40 riduce le possibilità di diventare genitori perché “si preoccupa troppo degli aspetti etici”.

E se l’infertilità è un problema che riguarda in Italia 1 coppia su 5 in età fertile”, di fronte alle difficoltà legali molti sono disposti a “emigrare” per avere un figlio (il 55,5%). Più bassa ma comunque consistente (32,5%), la percentuale di chi dice di non avere problemi a sottoporsi a fecondazione eterologa (ovvero con seme o ovuli di donatori e donatrici), una tecnica vietata nel nostro Paese.

Il 77,4% del campione è convinto che le famiglie con minori possibilità economiche siano le prime vittime della legge. In effetti, i dati mostrano che il tempo che intercorre tra la presa di coscienza del problema e le prime terapie lievita per le coppie meno abbienti e con basso livello di scolarizzazione: in questi casi si arriva a 20,1 mesi, contro gli 8,5 impiegati da persone con un livello culturale più alto.

Ha confermato il dato Concetta Vaccaro, responsabile del settore welfare del Censis: “Il percorso è tendenzialmente più facile per chi ha un livello culturale e socioeconomico più elevato. Queste coppie individuano prima il problema e riescono in tempi brevi ad avviare gli interventi più appropriati, senza perdersi nei meandri di un sistema frammentato e pieno di ostacoli”.

Il settore della fecondazione assistita è delegato spesso e volentieri alle strutture private (il 55% del totale), specialmente al Centro e al Sud. Il primo medico a cui le coppie fanno riferimento (nel 74,8% dei casi) è il ginecologo, che nella maggioranza dei casi avvia il percorso diagnostico (50% circa dei casi), ma a volte invita alla pazienza (il 23,4% delle coppie ha ricevuto questa indicazione dal primo medico cui si sono rivolte), rallentando quindi il ricorso a terapie specialistiche.

Il rapporto rivela inoltre che gli italiani soffrono molto, a livello psicologico, la difficoltà a procreare: una coppia su tre non ha confidato a nessuno di soffrire del problema, né di essere in cura; il 20% circa non si sente compreso da amici e parenti; quasi il 30% lamenta un peggioramento della qualità della vita sessuale.

La genitorialità mancata complica parecchio il normale scorrere della vita: l’87,3% vive questa condizione come un disagio, quasi la metà, il 44,5%, soffre per il sentimento di “diversità”.

Resta pur sempre la speranza: il 65% delle coppie afferma che, se la terapia che sta seguendo non avrà successo, ci riproverà e il 70% è convinto che, prima o poi, riuscirà ad avere un bambino.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Articoli correlati

Informativa

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008