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Dhobi Ghat, le lavanderie di Mumbai

Autore: . Data: giovedì, 12 febbraio 2009Commenti (0)

In uno spazio di 8 chilometri quadrati vicino alla Mahalaxmi Train Station, sorgono le open laundry, meglio conosciute come Dhobi Ghat (dhobi-lavandaio, ghat-lavanderia). L’india vista da Annibale Greco per ‘Tu Inviato’

mumbaiVi lavorano circa  10.000 dhobi in 1026 vasche o blocchi (blocks) come vengono chiamati.

E’ un lavoro, duro, stressante, fatto in gran parte da uomini. Tutti vivono nelle lavanderie con le proprie famiglie e l’arte è tramandata di generazione in generazione.

Si lavano panni di alberghi, di ospedali, di industrie di vestiario europee ed americane. Nel caso dei panni derivanti dagli ospedali è richiesta anche la sterilizzazione.

Quelli che vengono invece dalle multinazionali che hanno manifattura a Mumbai richiedono spesso un trattamento chimico per la rimozione delle macchie e in alcuni casi, uno per il fissaggio del colore. I capi vengono portati e riconsegnati il giorno successivo.

Il trattamento chimico è dannoso, “è fastidioso” sostiene un dhobi, tanto che alcuni dopo molte ore di lavoro non riescono neppure a mangiare con le proprie mani. L’esposizione ripetuta e costante agli agenti in alcuni casi può portare fino ad elefantiasi.

Lavaggio e trattamento chimico viene pagato dalle 5 alle 10 rupie (150-300 delle vecchie lire).

Il dhobi lavora per 14/16 ore tutti i giorni per 120 rupie al giorno, poco più di due euro.

Annibale Greco

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