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Crollo record, settore Auto a picco

Autore: . Data: mercoledì, 11 febbraio 2009Commenti (0)

Drastico calo della produzione industriale. Giù in particolare la produzione di autoveicoli, che ha registrato a dicembre una contrazione del 48,9 per cento

sfasciacarrozzeA dicembre l’attività delle industrie italiane ha messo a segno un nuovo ribasso a due cifre, portando il 2008 a chiudere con una flessione che non ha precedenti negli ultimi 17 anni. Va a picco in particolare la produzione di autoveicoli, che ha registrato a dicembre una contrazione del 48,9 per cento.

Una caduta che sembra non arrestarsi, tanto che Confindustria prevede che la caduta si accentuerà ulteriormente a gennaio e che il calo dell’indice nel corso dell’anno potrebbe incidere in maniera drastica sul Pil, con un calo anche superiore al 2,5 per cento.

Nel 2008 la produzione industriale è calata del 4,3 per cento, la flessione più ampia mai registrata dal 1991, da quando cioè inizia la serie storica dell’Istat. Calo record anche a dicembre: la produzione è diminuita del 12,2 per cento su base annua, ma considerando gli effetti di calendario la contrazione si accentua a meno 14,3 per cento, il peggior calo dal gennaio 1991.

Rispetto a novembre, l’attività delle industrie è diminuita del 2,5 per cento, il quarto calo congiunturale consecutivo, ha sottolineato l’Istat, che ha anche corretto al ribasso i dati di novembre (meno 12,7 per cento su base annua, da meno 12,3 per cento, e meno 3,5 per cento su base mensile, da meno 2,3 per cento).

Ad affondare il 2008 è stata soprattutto l’ultima parte dell’anno: nel quarto trimestre la produzione è calata del 7,5 per cento rispetto al trimestre precedente, il peggior calo sempre dall’inizio della serie. Sia a dicembre che nell’intero 2008, i cali più consistenti della produzione interessano soprattutto i beni intermedi e strumentali.

A livello di settori, a dicembre spiccano i cali nella produzione di mezzi di trasporto e nella lavorazione di minerali non metalliferi (rispettivamente meno 31,5 per cento e meno 25,3 per cento), mentre nell’intero 2008 i ribassi più ampi hanno riguardato pelli e calzature (meno 10,2 per centi) e legno (meno 9,8 per cento).

Va letteralmente a picco la produzione di autoveicoli: a dicembre si è registrato un calo del 48,9 per cento su base annua, mentre nell’intero 2008 la produzione è calata del 18,6 per cento. Un quadro destinato a peggiorare nei prossimi mesi: il Centro Studi di Confindustria stima infatti che la caduta di dicembre si accentuerà in gennaio, con un crollo della produzione del 15,2 per cento. Il calo della produzione industriale nell’ultimo trimestre 2008, inoltre, secondo il Csc, “implica una riduzione marcata del Pil (almeno meno 1,6 per cento) e una conseguente maggiore eredità negativa del 2008 (meno 1,6 per cento)”: le stime preliminari della crescita nel IV trimestre saranno diffuse venerdì.

Anche l’Isae prevede un avvio di 2009 in profondo rosso per la produzione industriale (-19,3 per cento a gennaio), con il primo trimestre a meno 3,8 per cento rispetto al trimestre precedente. I dati diffusi oggi dall’Istat preoccupano Confesercenti, che definisce il 2009 un “anno economico con i piedi di argilla” e evidenzia il rischio di “un pericoloso avvitamento fra consumi fermi e produzione in calo che decimerebbe altre migliaia di pmi della distribuzione commerciale e l’occupazione del settore”.

È ottimista invece il ministro Scajola, che ricorda che gli incentivi del Governo “tendono a garantire il credito alle imprese e a stimolare la domanda interna”. Restano critici i sindacati: Susanna Camusso della Cgil, sottolineando il rapporto tra la diffusione della cassa integrazione e il crollo della produzione, evidenzia che “il quadro si sta aggravando” e chiede interventi sull’occupazione.



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