Congo: una strage dimenticata
Human Rights Watch (Hrw), in un rapporto diffuso a Kinshasa, ha denunciato che oltre 655 civili sono stati uccisi nel nord-est del Congo dai guerriglieri dell’Esercito di resistenza del Signore (Lra) fra lo scorso Natale e la metà di gennaio.
L’organizzazione internazionale per i diritti umani ha reso noto che tra il 24 dicembre 2008 e il 17 gennaio 2009, l’Lra ”ha massacrato con ferocia oltre 865 civili e rapito almeno 160 bambini” nel distretto di Haut-Uele.
Il rapporto, intitolato ‘I massacri di Natale’, aggiunge: ”Tra gli attacchi i più terribili si sono svolti nel giorno di Natale”. In particolare, ”a Faradje 143 persone sono state ferocemente massacrate quando le forze dell’Lra hanno attaccato la città , dov’era in corso un concerto di musiche natalizie. Nella zona di Doruma, circa 250 km più a est, combattenti dell’Lra si sono lanciati in tre giorni di massacri in piu’ di 13 villaggi”.
Gli attacchi dei ribelli seguono di circa dieci giorni il lancio di un’offensiva congiunta degli eserciti di Congo, Uganda e Sud Sudan per catturare il leader dell’Lra, Joseph Kony. Per Human Rights Watch le forze militari congiunte sono responsabili di ”non essersi preparate correttamente a proteggere i civili dalle rappresaglie” dei guerriglieri.
L’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) ha fatto sapere che oltre 7.000 persone sono fuggite in Uganda dall’inizio dell’anno dalle violenze che imperversano nel Congo.


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