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Codacons: andare a Venezia con Alitalia costa un patrimonio

Autore: . Data: venerdì, 20 febbraio 2009Commenti (0)

Con una campagna pubblicitaria la Compagnia promuove una tariffa a 99 euro per volare in tutta Italia e Europa (su un numero di posti limitato), ma il Codacons denuncia prezzi da paura per andare al carnevale di Venezia.

ala-alitaliaIn un comunicato dell’associazione dei consumatori si legge: “Amara sorpresa per molti cittadini che avevano deciso di raggiungere Venezia in aereo per il Carnevale. I prezzi dei biglietti Alitalia, infatti, possono raggiungere cifre astronomiche e superare anche i 500 euro”.

Il presidente, Carlo Rienzi, ha dichiarato: “Chiediamo all’Antitrust di intervenire a tutela degli utenti del trasporto aereo verificando se vi sia adeguata concorrenza sulla tratta Roma-Venezia, e se le tariffe praticate da Alitalia siano corrette. Ai consumatori, invece, consigliamo di andare a vedere il Carnevale di Rio, forse più economico almeno sul fronte dei collegamenti aerei!’.

Secondo i consumatori “basta andare sul sito internet della compagnia e provare ad acquistare un volo andata/ritorno per Venezia, ad esempio per la giornata di venerdì 20, partenza da Roma Fiumicino e rientro in serata. Ebbene, il costo del biglietto raggiunge anche i 531 euro! Il paradosso è che sullo stesso sito dell’Alitalia sono pubblicizzate tariffe relative a voli per gli Stati Uniti che partono da 401 euro (Milano-Chicago) e arrivano a 439 euro (Roma-New York)”.

Per la verità dopo una miniricerca InviatoSpeciale ha individuato alcune tariffe intercontinentali che sembrerebbero meno competitive di quelle della concorrenza e gli indicatori sul numero di posti venduti lasciano pensare ad un sensibile calo di passeggeri.

La nuova Alitalia deve recuperare comunque un ritardo gravissimo. A dicembre, nell’ultimo mese di vita delle ‘bad company’, si è registrato un crollo del numero dei passeggeri pari al meno 63,9 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Nel corso dell’intero 2008, rispetto al 2007, la flessione è stata del 26,1 per cento. I dati, diffusi dall’associazione europea delle compagnie aeree, Aea, vanno comunque letti nel quadro di un taglio consistente del numero dei collegamenti effettuati.

Dalla data di partenza di Alitalia-Cai non si dispone di una ricerca approfindita su quanti dei voli cancellati durante la gestione affidata al Commissario straordinario Fantozzi siano stati ripristinati e di come la presunta integrazione tra Aliatalia e Air One si sia sovrapposta alla situazione precedente alla fusione.

Certo invece è che tutti gli altri vettori sono in corsa per aggiudicarsi gli slot lasciati liberi da Alitalia-Cai. Sia compagnie italiane chee straniere, major e low cost, cercano di rafforzare la loro presenza sul territorio italiano sfruttando gli spazi abbandonati dall’ex vettore di bandiera.

Le grandi manovre si concentrano soprattutto su Linate, considerato però da Carlo Griselli, presidente di Assoclearanceun, un aeroporto “attualmente saturo”. Poi c’è Fiumicino, sul quale sembrerebbe puntare easyJet. Malpensa invece, nonostante il gran parlare, avrebbe un ruolo più defilato.

Lufthansa Italia, per ora con base a Malpensa, sembrerebbe voler aprire le ostilità in autunno, quando otterrà la certificazione di vettore italiano, ma anche Meridiana-Eurofly a Air Italy a Myair vorrebbero entrare nel mercato con maggior forza.

E gli obiettivi non sono limitati ai voli nazionali, ma ai ben più remunerativi internazionali ed intercontinentali.

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